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TORTA LIBERA TUTTI

Per fare una torta è necessario conoscere gli arcani segreti della pasticceria? Carla Muschio smonta per noi pasticceri timidi le ricette, mostrandoci che una sola verità non esiste. E che il tinello di casa è decisamente meglio del Mulino Bianco.

, TORTA LIBERA TUTTI.    

Saggistica > Alzi la mano chi non ha mai aperto un libro di ricette cercando magari di cimentarsi con la realizzazione di un dolce per gli amici. Pur senza poterle vedere, presumo che le mani levate siano molte.
Ed alzi la mano chi ha ottenuto da tale ricetta il dolce promesso o quantomeno immaginato. In questo caso penso che le mani levate restanti siano davvero poche.
Carla Muschio consegna a noi pasticceri timidi un libro demistificatore e che si batte contro l’esecuzione pedissequa delle ricette, dei dolci in particolare. Guai però a pensare che si tratti di un libro di cucina nonostante esso contenga più di una ricetta. L’autrice ci accompagna infatti in uno scorrevole resoconto a metà tra l’analisi e la narrazione sull’arte di produrre artigianalmente i dolciumi.
Nell’era delle merendine da tenere in frigo, il libro esalta la pasticceria casalinga, frutto di amore e peccato di gola: il dulcis in fundo che immancabile pone fine ad una riuscita cena offerta agli amici.
Perché perciò comprare a caro prezzo delle scatole di dolce già pronto, quando in realtà l’unico vero ingrediente che serve per crearne uno non è in vendita? Si parla ovviamente del coraggio, in particolare del coraggio di affrontare quella dose di casualità che rende un’arte la cucina.
Esaltare la propria abilità manuale, cimentarsi con i gusti degli altri ed i propri possono e sono perciò una grande fonte di soddisfazione e perché no di possibile forma di discorso con gli altri.
Si può accontentare un amico, facendogli il suo dolce preferito, sedurlo, insistendo perché provi la tua versione di un dolce che a lui non piace, stuzzicarne il ricordo, riproponendo magari un dolce assaggiato in vacanza oppure dichiarare amicizia, cucinando il dessert preferito da entrambi.
A dimostrazione che una ricetta è frutto di un’epoca, del gusto dell’autore e che è sempre possibile smontarla e cambiarla, il testo inizia con una parte documentata, in cui vengono messe a confronto diverse fonti della stessa ricetta: quella del plum cake. Successivamente l’autrice si “tira su le maniche” e mette in pratica le sue intenzioni, smontando una serie di ricette in modo semplicissimo ed invitandoci a fare lo stesso. Questa seconda parte classifica i minimi comuni denominatori della pasticceria per porli come base dell’invenzione personale e vi posso assicurare che riesce benissimo nel suo intento.
Consiglio questo libro agli amanti dei dolci per rafforzare ancora di più questo loro amore ed allo stesso tempo questo testo mi sento di consigliarlo anche ai timidi della cucina ed agli svogliati del fornello. Per gli adepti del Mulino Bianco questo testo rapresenta invece un’occasione irripetibile per convertirsi!


di: DHARMABOY

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