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ASSASSINATI

"Mi uccidono stanotte. Mi uccidono stanotte. Mi stanno ammazzando, stanotte". Gary Graham, Huntsville, Texas, 22 giugno 2000

, ASSASSINATI.    

Saggistica > "Così mi chiamate assassino a sangue freddo. Io non ho mai legato nessuno ad un lettino. Non ho pompato veleno nelle vene di nessuno da dietro una porta chiusa a chiave. Questa la chiamate giustizia. Io questa giustizia e la vostra società la chiamo una massa di assassini a sangue freddo…
Henry Porter, Texas, "giustiziato" il 9 luglio del 1985.

Questa è solo una delle tante testimonianze raccolte in "Assassinati".
Un libro feroce e impietoso. Preceduto da un puntuale excursus storico che tocca i modi e i luoghi che nel corso dei secoli hanno visto la violenta mano assassina del boia, "Assassinati" si propone grazie anche ad un ampia carrellata di film, libri, fonti bibliografiche, siti internet dedicati al tema della pena di morte come un indispensabile punto di partenza per ogni ricerca
sull' argomento.

Nonostante l'autore, Stefano Carnazzi, ricordi che la pena capitale è presente negli ordinamenti di molti Stati, inevitabilmente per lunghi tratti il dito è puntato contro agli Stati Uniti, contro al sistema giudiziario della auto proclamatasi "più grande democrazia del mondo". Dal famigerato Texas, alla insospettabile California la mano del boia colpisce in 38 stati made in USA.

Prezioso corredo al testo è inoltre il rivelatore "rapporto Liebman" (qui alla prima traduzione italiana), la ricerca condotta dalla Columbia Law School che, analizzando oltre 4000 processi condotti negli Stati Uniti dal 1975 al 1995, ha dimostrato come i due terzi delle sentenze capitali negli USA siano viziate da gravissimi errori.

Tra di essi ne vogliamo citare uno esemplare, il caso del giornalista afro americano Mumia Abu Jamal "ospite" del braccio della morte dal 1982: Mumia, colpevole di essersi trovato, come si suol dire, nel posto sbagliato al momento sbagliato, colpevole di essersi scagliato contro i metodi perlomeno discutibili della polizia di Philadelphia, colpevole di essere un "attivista di colore che non ha avuto paura di alzare la voce", è stato giudicato colpevole da una giuria presieduta da Albert "capestro" F. Sabo, un ex poliziotto autore di 32 condanne a morte (2 bianchi e 30 di colore), una giuria da cui sono stati "rimossi" undici giurati neri. That's America...


di: RADIOTAKESHI

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