BLOOMRIOT > Letto > VADO, L'AFFONDO E TORNO

VADO, L'AFFONDO E TORNO

Un impietoso ritratto del capitalismo italiano

, VADO, L'AFFONDO E TORNO.    

Saggistica > È difficile vedere il nome della Sierra Maestra associato a un lussuoso molo dove attraccano le navi da crociera senza restarne disorientati. Siamo nell'estate del 1999, ancorata quel molo del porto dell'Avana c'è una nave italiana che deve partire per il suo viaggio inaugurale. Mentre le passerelle rigurgitano turisti in sandali e pantaloncini lo sguardo va ai monti dove in quelli che sembrano altri tempi Fidel Castro si era rifugiato per organizzare la rivoluzione. Anche la nave italiana, la Valtur Prima, sembra evocare altri tempi: la sua stazza appare ridicola in mezzo ai colossi lunghi centinaia di metri al suo fianco, le sue linee sono passate di moda qualche decennio fa e quella sua prua a doppio scafo rinforzato, adatta più a rompere i ghiacci di mari di altre latitudini che a solcare le calde acque del Caribe, non fa che aumentare l'impressione di inadeguatezza. Le carte dicono che è stata varata a Genova solo qualche anno prima, ma la storia di questa nave è in realtà più lunga e complicata.
Il 26 luglio 1956 Fidel Castro era ancora in Messico, si preparava a tornare a Cuba a bordo del Granma con 82 uomini per iniziare la resistenza armata contro Batista. Quel giorno, molte miglia più a nord, l'Andrea Doria veniva speronata e affondata da un piccolo transatlantico svedese, lo Stockholm. Sembra difficile che questi eventi si possano in qualche modo incrociare: l'Andrea Doria giace a 73 metri sul fondo del'oceano, nel 1959 Castro sale al potere e dello Stockholm si perdono quasi subito le tracce. Eppure quella prua a doppio scafo rinforzato, che aveva divelto la fiancata dell'Andrea Doria, quarantatre anni dopo l'affondamento si trova ancorata al porto dell'Avana per cominciare una nuova vita come lussuosa nave da crociera sotto il nome di Valtur Prima.
Vado, l'affondo e torno non è solo una storia di navi, naufragi e marinai. Attorno alla Stockholm ci sono tutti gli elementi degni dei migliori thriller: intrighi politici, giochi finanziari, paradisi fiscali, famiglie diventate troppo ricche troppo in fretta e l'onnipresente ombra della malavita.
Mario La Ferla con questo libro ci fornisce soprattutto quello che nel giornalismo di oggi sembra si stiano dimenticando in troppi: un vivido esempio di come dovrebbe essere condotta un'inchiesta.


di: A.MA.

Articolo inserito il:


 VADO, L'AFFONDO E TORNO
Hai del materiale iconografico riguardante questo articolo? redazione@bloomriot.org