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L'UOMO DI ATLANTIDE

Vita, morte e mistreri dell'archeologo di Santorini

, L'UOMO DI ATLANTIDE.    

Saggistica > Il primo ottobre 1974 il cadavere di Spyridon Marinatos venne ritorvato nel sito preistorico di Akrotiri, sull'isola greca di Santorini. Aveva 73 anni, era un noto archeologo e aveva dedicato la sua vita al mito di Atlantide. Dagli anni '30 aveva infatti abbracciato la teoria che l'isola citata nei Dialoghi di Platone non fosse un mito o situata in una località sperduta di qualche remoto oceano, ma che il continente perduto fosse nel Mediterraneo, a Santorini per l'appunto. Era morto proprio nel luogo che aveva scoperto, quella città sepolta quasi quattromila anni fa che stava tentando di far venire di nuovo alla luce, culla di una civlità straordinaria. E in una stanza di Akrotiri Marinatos è stato frettolosamente sepolto, senza un funerale. Venne eretto un muro cemento per nasconderne la vista e Spyridon Marinatos, l'uomo di Atlantide, sprofondò nell'oblio. Della sua vita, come della sua morte, non ne parlò più nessuno. Solo ventotto anni quel primo di ottobre si scopre che il corpo di Spyridon Marinatos è scomparso.Ci sono troppi misteri, troppe stranezze per pensare che l'archeologo sia morto per cause naturali, come sembrano riportare i pochi libri che ancora lo citano. Le scoperte di Marinatos avevano sconvolto il pacifico mondo dell'archeologia, aveva infranto il tabù del continente scomparso su cui tutti, anche Indiana Jones, hanno una teoria ma che forse tutti sembrano volere rimanga un mito, una chimera inafferabile. Di anni bisogna aspettarne quasi trenta perché quel muro di silenzio sia rotto da questo libro. Con un encomiabile e preciso lavoro d'indagine e di archivio Mario La Ferla ricostruisce la vita e i possibili scenari della morte di Marinatos, e scavando nella storia di un archeologo dimenticato vengono alla luce connivenze col regime dei colonnelli, giochi poilitici e interessi economici sempre che la sovrastano, legami con la Chiesa, la CIA e la mafia italoamericana. Come nel precedente Vado l'affondo e torno, la storia si espande per cerchi concentrici per coinvolgere il torbido mondo economico italiano. Nell'uomo di Atlantide si arriva anche a ipotizzare che il gruppo terroristico "17 Novembre" abbia avuto un ruolo nella morte di Marinatos e si ricollegano i fili che legano l'archeologo ai nazisti. Gli scenari ricostruiti da Mario La Ferla sono più intriganti delle trame di molti thriller e ancora più inquietanti perché veri e documentati dalla ferrea inchiesta giornalsitica.


di: A.MA.

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