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MEDIA ACTIVISM

"Una cassetta degli attrezzi per i media attivisti"

, MEDIA ACTIVISM.    

Saggistica > E' il titolo del primo capitolo. Ed è proprio una ricca cassetta degli attrezzi, satura di informazioni utili.
Media Activism è un bigino molto pratico che offre una panoramica di tutto il mondo della comunicazione indipendente dai mainstream nazionali ed internazionali. E' un'opera collettiva, scritta a più mani; molto fluida e scorrevole nonostante la serietà dei temi trattati.
Il titolo del libro inquadra perfettamente i suoi contenuti: stategia e pratica; considerazioni sullo stato del flusso comunicazionale, nodi, reti, networks, media controllati dall'alto e media costruiti dal basso, punti di forza e di debolezza, previsioni di scenari futuri. E poi esempi concreti di realtà e progetti di attivismo; dal progetto Indymedia, che è stato uno dei primi progetti che si sono imposti all'attenzione dei mainstream, a varie esperienze di video, radio e televisione e alla loro evoluzione. Si parla anche dei Weblog, della loro funzione mediatica, delle reti e dei flussi che creano.
Vengono approfonditi molti esperimenti di comunicazione, quasi tutti olandesi (n.d.a.: ahimé) per dimostrare che è possibile fare informazione e che questa non è necessariamente ad esclusivo uso e consumo di mega-network e gruppi di potere.
Seguono interviste ai fautori dei maggiori progetti italiani. Si parla degli obbiettivi, delle difficoltà, ma anche di soluzioni pratiche e concretizzabili con una struttura a network, senza aver necessariamente bisogno di un budget consistente. Ne sono esempi Indymedia, Megachip, Attac ed altri. Alla base del funzionamente di questi nuovi centri mediatici c'è la partecipazione , per lo più volontaria, di micro reti o di singoli che si coordinano in una rete più grande a seconda del compito (lavoro task-oriented). In questo senso i singoli nodi del network possono lavorare a più progetti, a seconda delle competenze e degli scopi, creando una struttura estremamente flessibile e senza un centro, come avviene invece nelle imprese tradizionali.
La struttura a rete garantisce la non oscurabilità: non essendoci un centro, non è in pratica possibile censurare o obloccare con la forza questa emissione di informazioni.
Questa caratteristica, che è peculiare proprio di Internet, è decisiva per la sopravvivenza di qualsiasi progetto di comunicazione indipendente. Ma è anche decisivo l'impatto sui media tradizionali. Nei giorni del g8 di Genova del 2001, ad esempio, l'unica alternativa ai media ufficiali è stata garantita da Indymedia Italia, con un centinaio di operatori volontari. Per la prima volta in Italia le foto, le testimonianze, e soprattutto i video sono stati presi seriamente in considerazione e pubblicati anche dalle più importanti testate giornalistiche e dai telegiornali nazionali.
Questo significa che creare media serve non solo per crearsi un mondo "parallelo" in cui vivere, ma impatta pesantemente sul processo della comunciazione globale. Infatti ora i mainstream media sanno di essere sotto tiro, e di avere una reale controparte di cui tenere conto, volenti o nolenti.

Il libro è concesso in licenza Copyleft. Per copyleft s’intende che il libro appartiene al dominio pubblico, che può essere diffuso, fotocopiato, piratato, ma non per fini commerciali o istituzionali. L’indirizzo web del progetto "Media Activism" è: www.rekombinant.org/media-activism


di: J412

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