BLOOMRIOT > Letto > GEORGE. VITA E MIRACOLI DI UN UOMO FORTUNATO

GEORGE. VITA E MIRACOLI DI UN UOMO FORTUNATO

"La maggior parte delle nostre importazioni proviene dall'estero"

, GEORGE. VITA E MIRACOLI DI UN UOMO FORTUNATO.    

Saggistica >

Il mistero George W. Bush secondo Vittorio Zucconi, inviato ed editorialista negli USA per La Repubblicca. Un giornalista di prestigio che cerca - in maniera per lo più obiettiva, seppure piuttosto ironica, a tratti - di spiegare questo presidente con la nomea di buono a nulla, che ha un passato da alcolista, che a scuola era un buono a nulla, che ha mandato a mare quattro imprese petrolifiche una dopo l'altra, uscendone sempre più ricco!
Di Bush sono in tanti a pensare sia un inetto, un incapace, completamente manipolato dai Falchi e dai Think Tank di cui si è circondato (personaggi per lo più ereditati dalle amministrazioni Bush Sr. e Regan, conoscenze che l'hanno aiutato a diventare governatore e presidente, poco ma sicuro).
Zucconi però ha un'altra opinione. Forse Bush tanto idiota non è.
Certo, per la maggior parte delle volte legge discorsi che qualcunaltro ha scritto per lui, ed è dislessico, e non sa nulla di politica estera, e piange spesso in pubblico, è un cristiano rinato un po' fanatico e si atteggia da vero texano, però... Però Zucconi adduce serie di motivi per cui forse Bush non è un idiota.
Come si dice: ci sei o ci fai?
Zucconi ripercorre, con uno stile chiaro, semplice, spesso addirittura evocativo, dei momenti chiave della vita e della carriera di W. Bush. Del suo passato al college (apprendiamo che aveva fondato una squadra di football Nads, di modo che durante le partite si potesse urlare "Go Nads!" ovvero gonadi), della scoperta di Dio (oh yeah!), dei disastri imprenditoriali cui è stato protagonista (arricchendosi di continuo),
Si tratta anche del precedente presidente, Bill Clinton, per trattare del caso Lewinsky, della brutalità con cui i repubblicani attaccarono allora i democratici (cosa che i democratici, attualmente allo sbando, non hanno mai ricambiato) e per fare paragoni fra la frist lady Hillary e la frist lady Laura.
Si parla ovviamente dell'attentato alle Torri Gemelle, riguardo al quale Zucconi rifugge con decisione la possibilità che l'attentato sia stato in realtà organizzato (o comunque appoggiato) dai Falchi di Washington, anche se, ricorda il giornalista, il popolo del Grassy Knoll (il cui nome fa riferimento al rillievo erboso di Dallas, dove alcuni reputano fosse appostato un secondo cecchino, che freddò JFK) è duro a demordere. In ogni caso Zucconi non ci risparmia nulla sulla Bin Laden Connection, i rapporti tra la famiglia Bin Laden ed i Bushes (anche se a riguardo vi consiglierei Ma cosa hai fatto a questo paese? di Michael Moore, molto più "cattivo" in materia).
A riguardo, Zucconi dichiara, nell'intervista chre trovate linkata in appendice: "Il mio libro non è un saggio di politologia, anche se tutto è politica, e davvero nel caso di George Bush il personale diventa politico, come si diceva nel passato. Già dalla nascita molto tumultuosa raccontata dalla mamma, Barbara Bush, che stava in travaglio da ore ed ore e fu costretta dalla suocera a prendere una dose cavallina di olio di ricino per cui il futuro presidente degli Stati Uniti nacque, come disse la stessa mamma nelle sue memorie, circonfuso da una nube di gloria, perché gli spasmi della povera donna provocarono scariche terrificanti di tutto". Come prosegue l'autore: "è soprattutto l'incarnazione della politica di un intero Paese, degli Stati Uniti in un preciso momento storico".
Che Bush sia un uomo fortunato, è ovvio.
Ma la fortuna basta?
Ma dove diavolo stiamo andando?
Però credo che a Zucconi alla fine Bush piaccia. Spiega: "Sicuramente la sua semplicità. Bush non è uno stupido, è un uomo complesso che però sa anche essere un uomo semplice, simpatico, divertente. E' convinto di ciò che fa e della correttezza di come lo fa. Ha fascino, nonostante i suoi bushismi linguistici, le sue numerose gaffe, la sua presunta dislessia. E' un uomo di cui ci si può fidare, nella vita privata, come in ambito politico. Si pensi al suo amore incondizionato per la moglie o alle scelte politiche fatte dopo l'11 settembre. Non so se Clinton avrebbe potuto prendere decisioni simili". Chi lo sa. Zucconi, in questo bel saggio che mi sento di consigliarvi calorosamente, mette in risalto anche la sua capacità di analizzare e conoscere l'America, dove vive da 20 anni. Il suo primo libro sugli Stati Uniti è uscito infatti 21 anni fa e si intitolava Si fa presto a dire America. "Questo è un paese che continua a sorprendermi. Quando sono tornato a lavorare in Italia per qualche anno, durante il caso Moro negli anni '70, ho capito che non potevo più restare. Quando si vive all'estero per lungo tempo si inizia infatti a vedere il mondo in maniera diversa, con una prospettiva differente. Ti rendi conto che non è più possibile tornare indietro".


di: KIBIUSA

Articolo inserito il:


 GEORGE. VITA E MIRACOLI DI UN UOMO FORTUNATO
Hai del materiale iconografico riguardante questo articolo? redazione@bloomriot.org