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BLUES, JAZZ, ROCK, POP

E' un obiettivo assai ambizioso quello di scrivere un'enciclopedia sulla musica americana.

, BLUES, JAZZ, ROCK, POP.    

Saggistica > “Il primo e più grande campione della musica losangelina fu Frank Zappa, il più illuminato e multiforme dei musicisti generati dalla rivoluzione dei Sessanta, colui che incarnava, coscientemente, la parte più ludica e irriverente della cultura rock. Il «Duca delle Prugne», come era chiamato dal pezzo omonimo che comparve nel suo celebre secondo album, Absolutely Free, fu il maestro di ogni sovversione musicale, l'esempio indomabile di una coscienza scomoda e indigesta al perbenismo puritano degli americani, e alle convenzioni di ogni latitudine. Come per tutti i grandi della musica del nostro tempo, continueremo a lungo a domandarci se sia stato o meno un raro, isolato genio del bricolage musicale, oppure un perfetto prodotto della sua epoca, di quegli anni Sessanta così sbeffeggiati e avidamente saccheggiati dai suoi dischi. Di sicuro, raramente un musicista è stato allo stesso tempo così «dentro»al suo tempo, e così «contro»: contro i vezzi e le ingenuità della cultura freak, contro quel misticismo psichedelico dei «Sixties» che rendeva tutto così sacro e altamente spirituale, contro ogni retorica, contro le mamme benpensanti, l'industria discografica, Reagan, i virtuosi del rock, la droga, il divismo, e si potrebbe continuare a lungo”.
Certo è un obiettivo assai ambizioso quello di scrivere un'enciclopedia sulla musica americana.
Il risultato di quest'esperimento effettuato da Assante e Castaldo, è particolare. Interessante, certo, ma - come prevedibile - sommario, e - a volte - offensivo (certo lo è per i veri maniaci di un genere o di un artista/gruppo, quali siamo un po’ tutti, io di certo in primis).
Bellissimi, in queste 860 pagine di musica, le introduzioni storiche ai vari “periodi musicali”: l’Era Nixon, l’Era Kennedy, l’Era Regan, il Flower Power, la Guerra Fredda e così via. Bella la capacità di creare suggestioni solo parlando di garage, punk, nu metal, blues o bubblegum. Veloci (non si potrebbe fare diversamente) ritratti di artisti e movimenti, con un’evidente propensione e particolare affetto per Spingsteen, Prince e Bob Dylan.
Di chi si parla nel libro? Uh, beh, di tutti quelli che evidentemente ci devono essere, da Beck a Jello Biafra, dai Talkin Heads, Guns ‘n Roses, Korn, Rage Against the Machine, Nirvana, Red HGot Chili Peppers, Leonard Cohen, Metallica, sommariamente degli Stayer, Madonna, Michael Jackson, Prince, Iggy Pop, Tom Waits,Jefferson Airplain, Byrds, Aerosmith, Zappa, The Doors, Hendrix e quant’altro….
Dimenticati, del tutto o quasi, i Tool, i Nomeansno, i Faith No More ,Soundgarden ed Eminem (che sono nominati più volte, ma di cui non si parla), Blues Explosion e chi più ne ha più ne metta.
E i movimenti? Le Riot Grrrl, il giunge, il bop, lo swing, la british invasion, il folk, la riscoperta delle “voci” (ovvero degli interpreti), la psicadelia, l’hair rock, il southern rock, le boybands, la salsa, il rap e l’hip hop, la disco, la techno, l’indie, il lo-fi, il post rock, il metalli doo-wop.
E poi le etichette americane che hanno fatto la storia, le innovazioni tecnologiche, l’avvento di Mtv, gli stili chitarristici e gli strumenti più in voga, per un viaggio velocissimo ed intrigante, che si lascia leggere, e che accende molte curiosità, non essendo, per l’appunto, in grado di soddisfare ogni domanda. Una enciclopedia leggera da portare con sé, ma soprattutto un saggio, da leggere prima di andare a dormire, per lasciarsi catturare dai racconti e dalle favole che vi sono contenute, dalla storia di Grace Slick al come si è sviluppato il dark, passando per corsi e ricorsi storici, e sorridere, e vedere come movimenti o band che sentiamo vicini in realtà siano già criogenizzati nella storia. Un tempo, ero una madonnara…
Gli autori ben li conosciamo: Ernesto Assante è giornalista e critico musicale di Repubblica (di lui ho letto La Storia del Rock edita da Savelli), Gino Castaldo è a sua volta giornalista per Repubblica, specializzato in rock.


di: KIBIUSA

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