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IL MIGNOLO DI BUDDHA

Un libro per chi pronto. Terapia "turbojunghiana" e maestri spirituali. Schwarzenneger e Platone, Insegne luminose della Pepsi e Vodka fatta in casa. Ma questo solo l'inizio

, IL MIGNOLO DI BUDDHA.    

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Ecco un libro con le idee chiare! Cioè un libro folle, una cavalcata nel pensiero, un sogno ed allo stesso tempo un ironico ritratto della "Nuova Russia". Per non confondere le idee (o forse proprio a questo scopo), il libro di Viktor Pelevin, emergente scrittore russo, passa con una disinvoltura intellettualmente grandiosa da Schwarzenneger al Mito della Caverna di Platone, dal Walhalla allo Psylocibe Cubensis, il tutto in una tirata onirica senza che lascia senza fiato il lettore.
"Il mignolo di Buddha" è fondamentalmente una riflessione sul buddhismo (a voi sparare con la mitragliatrice d'argilla) condita da una miriade di citazioni genialmente orchestrata da una mente tanto folle quanto scandalosamente lucida.
"Il primo romanzo che si svolge nel vuoto". Questa l'autodefinizione data dall'autore, che con una scrittura di rara abilità, guida l'istronico pensiero del protagonista in un crescente delirio tossico-apocalittico che ha pochi illustri precedenti nella letteratura.
Rivoluzioni, Elefanti bianchi, Vodka casalinga, Manuali del Perfetto Impiegato Giapponese e intellettualismo nel suo stato più delirante sono tra le migliaia di elementi presenti nel libro che si dissolvono in quel vuoto stesso di cui forse è costituita la nostra stessa vita terrena. Ma questa è una definizione da poco e personale, tanto è ricco il libro in questione. A voi un giudizio. Mi permetto solo un consiglio: fate scorta di sigarette e vodka e tuffatevi senza remore nel fiume smisuratamente largo dell'arcobaleno.


di: DHARMABOY

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