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TERRITORIO COMANCHE

Cosa vuol dire veramente essere un giornalista inviato in guerra? Dobbiamo credere alle versioni di Emilio "Sciupone l'Africano" Fede o a Fabrizio "Lineaverde" Del Noce? Con questo romanzo autobiografico Arturo Pérez Reverte espone la sua, più

, TERRITORIO COMANCHE.    

Narrativa > Un ponte che sta per saltare. Non pi la Spagna di Hemingway, ma sempre guerra. Questa volta nella Ex-Yugoslavia negli anni 90. Un reporter di guerra aspetta con un operatore tv cinico come una vecchia puttana di poter riprendere lesplosione e tornare sano e salvo in tempo per ledizione serale del telegiornale. Lattesa un pretesto per ricorrere gli oltre ventanni di guerre che il protagonista ha vissuto come inviato, dal Vietnam alla guerra del Golfo passando per Sabra e Chatila, per capire che alla fine sempre la stessa guerra che si combatte da millenni.

Territorio Comanche un libro autobiografico. Prima di darsi con ottimi risultati alla letteratura, Reverte infatti stato per pi di ventanni inviato di guerra per tv e giornali spagnoli. Questo libro il suo addio alla professione, il suo primo romanzo. Il ritratto che ne esce non n eroico n celebrativo, ma svela le debolezze di uomini e le molte zone dombra di una professione che in altri libri di giornalisti vengono sistematicamente nascoste.

Per un reporter di guerra, territorio comanche il posto dove listinto ti dice di fermare lauto e tornare indietro. In guerra il suolo sempre coperto di vetri rotti, territorio comanche l dove li senti scricchiolare sotto i tuoi scarponi e, anche se non vedi nessuno, sai che ti stanno guardando. L dove non vedi i fucili, ma i fucili vedono te.


di: A.MA.

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