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ALBERTO CAMERINI

L'Arlecchino Pitagorico: un'intervista in esclusiva con Alberto Camerini, da venticinque anni personaggio fondamentale della scena musicale punk-ska-rock milanese e non solo

ALBERTO CAMERINI, . 2001-12-07    

Live in Bloom > Bloom. 22.30. Dopo un assedio durato quasi quattro ore ecco che, terminati il sound check e la cena di rito, mi appresto ad intervistare l'arlecchino punk: Alberto Camerini.
Sono nel coloratissimo camerino, dietro al palco. Alberto sta per arrivare e io ne approfitto per fare qualche domanda ai suoi musicisti, Mauro Scarafiotti (batteria) e Luca Musso (chitarra):

Come é lavorare con Alberto Camerini?

Mauro: direi entusiasmante perché ha molta energia da trasmettere. E' molto interessante e stimolante, un'esperienza sicuramente positiva.
Lo seguo fin dai primi anni Ottanta e adesso mi trovo a suonare con lui: è un onore.

Luca: (ride) divertente perché è fuori come personaggio. Ma è un ottimo musicista ed è molto esigente

Da quanto tempo suonate con questa formazione?

Mauro: Io ci sono da sette- otto mesi, Luca da due- tre anni.

Come sarà il concerto?

Mauro: spero divertente che la gente si possa divertire ed apprezzare la nostra musica

Luca: sarà potente. Un bel concerto.

Ecco Alberto. Mancano pochi minuti all'inizio del concerto ma lui, la birra in mano e il cappellino ben piantato sulla crestona punk, con grande disponibilità si appresta a rispondere alle mie domande.

Canti, suoni, balli da oltre venticinque anni. Come sei cambiato tu e come è cambiato il mondo della musica in questo periodo?

E' cambiato abbastanza. Lo vediamo tutti: sono arrivati i computer, i campionatori. Poi c'é stata una reazione ai campionatori, una necessita di avere suoni di corda... sono cambiate molte cose... ma forse tutto è rimasto lo stesso.
Una cosa che forse è cambiata a livello macrosociologico è la diffusione della musica: quando c'era solo la Rai, negli anni Settanta, vendere musica era come vendere bottiglie di acqua minerale nel deserto. Oggi è come vendere acqua di rubinetto in un posto dove l'acqua c'è dappertutto gratis. Vendono ancora acqua minerale ma l'acqua c'è dappertutto gratis. E lo stesso discorso vale per la musica.
Come le radio: e' sempre gratis ma alcune musiche non vengono trasmesse alla radio.

Come descriveresti te stesso e la tua musica in poche parole?

Vecchio punk, vecchio rock. Cantatore punk rock. Non proprio rock rock, ma punk rock.

Negli ultimi venticinque anni Alberto Camerini ha cambiato più volte genere e stile. Esiste un filo rosso che tiene insieme i vari passaggi della tua vicenda artistica?

Sono sempre rimasto all'interno di alcune coordinate, ma, è vero, non mi sono precluso, non mi sono proibito niente. Non mi sono negato nulla nella musica.

Da dove viene la passione per arlecchino?

Deriva da una cosa istintiva: un personaggio che mi piaceva e che avrei potuto interpretare. Un immigrato, emigrato e poi immigrato, con alcune tematiche tipiche dei proletari, quindi a modo suo anche graffiante e poi l'Arlecchino e' un modo molto italiano di fare musica. E' un modo come un altro di vedere il mestiere che faccio da un punto di vista storico.

Hai suonato tanto in televisione quanto nei piccoli club e nei centri sociali. In quale dimensione ti trovi più a tuo agio?

Nei centri sociali ci sono sempre degli ottimi impianti, dei palchi belli, grandi. Ma poi è il pubblico che è importante: lo spettacolo è la gente. Centri sociali quindi, ma non solo. Non suono solo li, e non sono la loro bandiera. Partecipo al movimento come tantissimi altri gruppi musicali e li ho imparato molto. E' stata, è e sarà una cosa molto bella: i centri sociali sono uno dei posti dove musica e cultura trovano spazio. La differenza tra una discoteca e il centro sociale è enorme.
In questo senso il Bloom sembra più un centro sociale: c'è una libreria, ci sono i dischi, si possono fare dei discorsi. In discoteca ci sono le ragazze con la minigonna e i tacchi, non si parla di musica, ci si ubriaca... è molto divertente ma bypassa la razionalita del cervello!

Hai suonato a Genova in occasione del G8. Come è stata quell'esperienza?

Ho suonato pochi giorni prima. Mi hanno chiamato quelli del Social Forum, ci sono andato ed è stato piacevole. Una cosa di cui essere fieri.

Tu eri all'avanguardia già venticinque anni fa quando parlavi di tecnologie elettroniche e computer. Per tanti versi puoi essere definito un precursore. Quale è il tuo rapporto con la tecnologia e in particolare con Internet?

Sempre intenso. La mia compagna lavora in quel campo. Mi piacerebbe tanto, tanto, tanto arrivare a fare un film con l'elettronica, con il computer... ma forse costa troppo!

A proposito di tecnologia, cosa ne pensi della musica in MP3?

La qualità non è eccezionale, ma per la diffusione è molto buona. Va bene per far conoscere le cose ma non per fare gustare la qualità.

Tre dischi da cui non si può prescindere?

Tre sono un po' pochi... Me ne vengono in mentre troppi! Vediamo, i primi tre... Rolling Stone It's Only Rock 'N' Roll (But I Like It) ...Qualcosa di funky elettronico etnico tipo i Weather Report... Alfa Blondie da cui tantissima gente ha tratto ispirazione... E sicuramente manca qualcosa...

E tra i tuoi lavori?

Sicuramente Cyberclown, l'ultimo.

Il libro più importante?

Uno solo?

Facciamo tre!

"Sulla strada" di Kerouac, "Dona Flor" di Amado, "La notte che bruciammo Chrome" di W. Gibson... Poi William Burroughs...il cyberpunk...

Quali i gruppi o le figure artistiche che ti hanno più influenzato?

Tantissimi, da Miles Davis ai Prozac+.

Quali quelli che più ammiri oggi?

99 Posse, Punkreas e Prozac+... cominciano tutti con la P... strano!

Come ti immagini il futuro?

Bello un po' più coordinato, computerizzato, robotizzato. Un futuro in cui tutto sommato mi adeguerò, perché non c'è alternativa, ad essere più coordinato. Un enorme grande fratello con video camere dappertutto, in cui non puoi far nulla senza che la polizia lo sappia... Lo spazio per la protesta non mancherà mai: i motivi purtroppo ci saranno sempre. Bisognerà vedere quanto costerà protestare.

Come sarà il concerto questa sera?

Elettrico, chitarristico, cordoso, pitagorico.

Pitagorico?

Pitagora ha per primo scoperto le proprietà del suono di una corda, cioè del fatto che facendo vibrare una corda questa corda ha già in se gli armonici di tutti gli altri suoni di tutte le note.
La chitarra elettrica amplifica questo fenomeno fisio-acustico evidenziato, appunto, da Pitagora. La musica rock ha un suono che e' come una corda estremamente amplificata. E' il suono più' naturale, è un fenomeno purissimo, come vedere la luce scomposta in sette parti.
Le musiche con i campionatori sono forse più moderne, ma meno pure. Non c'è, per me, quell'aggancio con le leggi fisio-acustiche e matematiche dell'armonia che c'è quando senti una corda di chitarra elettrica distorta...

Mi sa che devi andare. In bocca al lupo Alberto!

Grazie, ciao.

Sono le 23.15 quando finalmente si abbassano le luci e si alzano le prime note del concerto. L'arlecchino "servitore di nessun padrone" libera la crestona punk e attacca: "Sono un fanatico di rock roll...". Grande.


di: RADIOTAKESHI

foto di: Synthview

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