BLOOMRIOT > Letto > METAFISICA DEI TUBI

METAFISICA DEI TUBI

“In principio era il nulla. E questo nulla non era né vuoto né vacuo: esso nominava solo se stesso. E Dio vide che questo era un bene. Per niente al mondo avrebbe creato alcunché. Il nulla non solo gli piaceva, ma addirittura lo appagava totalmente.."

, METAFISICA DEI TUBI.    

Narrativa > “Dio aveva gli occhi perennemente aperti e fissi. Se anche fossero stati chiusi, nulla sarebbe comunque cambiato. Non c’era niente da vedere e Dio non guardava niente. Era pieno e denso come un uovo sodo, di cui possedeva anche la rotondità e l’immobilità”.
Gli occhi degli esseri viventi possiedono la più straordinaria delle proprietà: lo sguardo. Nulla è più eccezionale dello sguardo. Quando parliamo delle orecchie delle creature non diciamo che hanno un "ascoltardo" oppure, delle loro narici, che hanno un “sentardo” o un “annusardo”.
“Cos’è lo sguardo? È qualcosa di inesprimibile. Nessuna parola esprime, neanche lontanamente, la sua strana essenza. Eppure lo sguardo esiste. Poche sono le realtà che hanno un tale livello di esistenza. Che differenza c’è fra occhi che possiedono uno sguardo e occhi che ne sono sprovvisti? Questa differenza ha un nome: si chiama vita. La vita inizia laddove inizia lo sguardo. Dio non aveva sguardo”.
In questo romanzo breve che tratteggia un'insolita autobiografia dell'autrice, fino a due anni e mezzo Amélie si descrive come un tubo digerente, inerte e meditativo. Poi, improvvisamente, grazie alla nonna belga e al famoso cioccolato bianco, il guscio infantile finalmente si schiude, lasciando spazio al piacere, alla scoperta del linguaggio, dei genitori, dei fratelli e delle sorelle, delle due nutrici giapponesi a cui viene affidata, del giardino paradisiaco, delle passioni (il Giappone e l'acqua), del disgusto (per le carpe), delle stagioni, del tempo.
È infatti a partire dai tre anni che la personalità umana inizia a prendere forma in modo più definito. Tutto ha un che di essenziale, comico, tragico: lo sguardo acuto e ironico del narratore non smette mai di sorprendere e di regalare quel qualcosa ad un tempo mitico e disincantato che appartiene solo all'infanzia.
Scrittrice belga di lingua francese, Amélie Nothomb, figlia di diplomatici, è nata a Kobe, in Giappone, il 13 agosto 1967. Dopo aver trascorso i primi cinque anni della sua vita in Giappone, successivamente ha vissuto in Cina, negli Stati Uniti, in Birmania, nel Laos e in Bangladesh, all'insegna di una vita eccentrica e insolita.
Amélie Nothomb scrive da quando aveva diciassette anni ed è molto prolifica. Lei stessa si definisce una grafomane, una malata di scrittura. Si alza alle quattro e scrive fino alle otto: questo il suo rituale quotidiano.
I suoi libri sono tradotti in più di 25 lingue. In Italia sono stati tutti pubblicati dalla casa editrice Voland (mentre per i tipi di Guanda sono comparse alcune edizioni economiche


di: TITANIA

Articolo inserito il:


 METAFISICA DEI TUBI
Hai del materiale iconografico riguardante questo articolo? redazione@bloomriot.org