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101 REYKJAVIK

“Mi fermo sul menù dei programmi. Niente passera. Perché non trasmettono programmi pornografici al mattino? Non hanno mai sentito parlare di indurimenti mattutini? Almeno uno si sveglierebbe. The Morning Porn Show...”

, 101 REYKJAVIK.    

Narrativa > “Dunque. Provo ad alzarmi almeno prima che faccia buio. Per assorbire un po' di luce solare, registrarmi e timbrare il cartellino. Il sole è un orologio per il controllo delle presenze. Senza che uno debba lavorare, per lui o per altri. Già. Sistema solare, sistema sociale.
Mi fermo sul menù dei programmi. Niente passera. Perché non trasmettono programmi pornografici al mattino? Non hanno mai sentito parlare di indurimenti mattutini? Almeno uno si sveglierebbe. The Morning Porn Show. Il mio ometto, sempre il primo giù dal letto. Che lo facciano apposta? E' più facile sentirsi stimolati ad alzarsi se anche lui è già sveglio. Il piccolo gigante. Sembra un troll con un occhio solo e senza collo. Con la testa ma senza cervello, o forse se l'è bevuto, con tutto quello sputare cellule gialline. Non mi alzo mai prima che anche lui sia sveglio. Lo prendo per il collo e gliele suono, lui non cede finché non è nel cesso. Lo ripulisco e lascio la mano. Perché le chiromanti non leggono il palmo bagnato, invece dei fondi delle tazzine del caffè? La mia vita è proprio così: la tengo in pugno, spumeggiante. Scorre nell'alveo della linea della vita”.
A smentire fior fiore di statistiche secondo le quali il trentenne italiano sarebbe il più mammone e restio ad abbandonare il nido familiare tra i suoi coetanei europei, arriva, in tutto il suo tragicomico splendore e senza un filo di complesso, Hlinur, il trentatreenne islandese protagonista di 101 Reykjavik. Quello di recidere il cordone ombelicale è l'ultimo dei suoi pensieri. E perché dovrebbe, del resto? Vive spensieratamente con la madre che continua a nutrirlo, a lavargli i panni e a giustificarlo e, usufruendo di un nordico e dignitoso sussidio di disoccupazione, può permettersi di passare le giornate a letto a scanalare tra un film porno e altra porcheria in tivù. Esilarante farsa grottesca ambientata nella lontana e a suo modo esotica “terra dei ghiacci”, in una Reykjavik notturna e un po' claustrofobica, con classiche situazioni da commedia degli equivoci rivisitate in chiave acido lesbo.
Hallgrímur Helgason è nato nel 1959 a Reykjavík, dove tuttora risiede e lavora. Artista eclettico, ha esposto in numerose mostre in Islanda e all'estero, in particolare a Boston, New York e Parigi, dove ha vissuto per cinque anni. Ha lavorato in teatro, in televisione come autore e attore comico e in radio. E' autore di tre romanzi, di una raccolta di poesie e di commedie teatrali. 101 Reykjavík è diventato anche un film con Victoria Abril.


di: TITANIA

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 101 REYKJAVIK
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