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LA FAMIGLIA WINSHAW

Un romanzo brillantemente in bilico tra saga, romanzo sociale, inchesta e thriller, che riesce a mettere assieme Yuri Gagarin e l'allevamento intensivo del pollame, citazioni cinematografiche da Cocteau ai film a basso budget degli anni '60, scritto con l

, LA FAMIGLIA WINSHAW.    

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"Lodare Mr.* per l'abilità con cui sa combinare arguzia e impegno politico; e ribadire che finalmente abbiamo un ironista morale degno dei tempi spietati in cui viviamo. La verità, in fondo, è che siamo assetati di romanzi che dispieghino una reale comprensione dello sbandamento ideologico di cui, da qualche tempo, il nostro paese è vittima e che sappiano inquadrare le sue conseguenze in termini umani e suggeriscano che la risposta appropriata non sia solamente il lamento e la rabbia ma una folle, incredula risata." Così scrive Micheal Owen, il protagonista e narratore de La famiglia Winshaw, in una recensione di un libro che poi stroncherà dichiarando che l'autore, tale Mr.*, non sarebbe stato mai in grado di scrivere quel romanzo di cui tutti erano assetati. Il pezzo è ironicamente autoreferenziale, sotto quell'asterisco l'autore empirico vuole probabilmente nascondere se stesso.
Ma dimenticate tutto questo e provate ora a sostituire il nome Jonathan Coe all'asterisco e a rileggere il brano citato fra le virgolette. Avrete la miglior definizione per lo scrittore e il suo romanzo La famiglia Winshaw.Data la struttura di questo libro quasi non stupisce che al proprio interno ci sia anche la recensione del libro stesso. Infatti La famiglia Winshaw è un incastro incredibilmente saldo tra saga familare, romanzo sociale, inchesta giornalisitica, thriller, che riesce a mettere assieme Yuri Gagarin e l'allevamento intensivo del pollame, citazioni cinematografiche da Cocteau ai film a basso budget degli anni '60 (a cui il libro deve il titolo originale What a Carve up!, uscito in italia con il titolo Sette allegri cadaveri). Con un debito esplicito a Italo Calvino, Coe intreccia i destini e costruisce una storia in cui ogni elemento ha un peso che viene rivelato solo al momento opportuno, in un meccanismo perfettamente bilanciato in cui alla fine ogni elemento torna al suo posto.
La famiglia Winshaw ha come cornice principale gli ultimi mesi del 1990, i prodromi della guerra del Golfo e le sue cause lontane sono uno dei molti temi ricorrenti nel romanzo, da cui l'autore getta uno sguardo acuto, ironico e spietato sul thatcherismo appena concluso. Jonathan Coe descrive in maniera vivida ed efficace lo spirito rapace degli anni'80, la demolizione del welfare, la logica del profitto a tutti i costi e l'autoregolamentazione del mercato, i tratti tipici degli anni di governo di Ms.Margaret Thatcher, che alcuni dei politici nostrani hanno preso e assurto a modello insieme alla presidenza di Ronald Reagan.
Nel romanzo Micheal Owen, scrittore con sogni e ossessioni, si ritrova per una serie di circostanze casuali a essere il biografo ufficiale della famiglia Winshaw, influente famiglia britannica i cui attuali membri sono politici opportunisti, trafficanti di armi, bancheri onanisti, capitani d'industria senza scrupoli, mercanti d'arte lussuriosi e editorialisti qualunquisti. Micheal inizia il suo lavoro con distacco, come se fosse uno di quegli investigatori vittoriani di cui scriveva da bambino, ma come intuirà in una profetica partita a Cluedo! finira per "scoprire, di punto in bianco, d'essere avviluppato nell'ingarbugliata ragnatela di moventi e sospetti che ti eri prefissato si sbrogliare col distacco di chi si chiama fuori del gioco".


di: A.MA.

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