1984

“ Come si potrà avere uno slogan, come ‘la libertà è schiavitù’ quando il concetto stesso di libertà sarà del tutto abolito?"

, 1984.    

Narrativa > Romanzo celebre per due parole: Grande Fratello. Romanzo famoso per aver dato un’identità alle paranoiche teorie sullo stato vigilante le nostre povere vite e per aver battezzato un format dalle componenti (e dagli esiti) da TV spazzatura. E c’è chi lo definisce un ottimo materiale da studio sociale.
1984 è oltre queste due parole. E’ un libro composto nel lontano 1948 ma di delicata matrice attuale. E’ un libro che disegna il capillare tentativo di controllo mentale degli individui sullo sfondo di tre supercontinenti in eterna lotta fra loro. Orwell in quest’opera (la più fortunata in termini di successo) rappresenta una situazione post-capitalistica in cui la fa da padrone un sistema sociale che richiama da vicino il vecchio modello sovietico: il Partito identificato come stato, la completa fedeltà dei suoi membri, la politica del Terrore. Pena l’eliminazione fisica, la cancellazione di qualsiasi traccia del proprio passaggio.
I mezzi per il raggiungimento dell’obiettivo di controllo mentale – disintegrazione del passato, bispensiero, psicopolizia – potevano farlo sembrare ai tempi un colorito romanzo di fantascienza. Alla luce dell’epoca attuale, in cui il veto sulle non-informazioni è ricoperto dalla valanga di informazioni ufficiali, lo fa sembrare qualcosa di più. Resta sicuro lo schiaffo alla nostra impostazione da lieto fine, frutto di anni di educazione televisiva. Resta cocente la mera rassegnazione. Va tutto a meraviglia, non vi preoccupate.


di: MORVA

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 1984
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