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LA PELLE DEL TAMBURO

"Siamo la pelle del tamburo, vecchia e rattoppata, su cui rulla ancora la gloria di Dio. E solo un pazzo invidierebbe il nostro segreto. Noi conosciamo l'angelo che ha la chiave dell'abisso"

, LA PELLE DEL TAMBURO.    

Narrativa > Un abile hacker si introduce nei computer del sistema centrale del Vaticano, eludendo le sofisticate difese informatiche, per informare il Santo Padre che in Spagna c'è una chiesa che "uccide per difendersi". Subito i servizi segreti vaticani spediscono il loro uomo migliore, padre Lorenzo Quart, per indagare sulla faccenda. Così di botto inizia "La pelle del tamburo" di Pérez-Reverte, un thriller-ma-non-solo.
In seguito, in quella splendida cornice data dalla città di Siviglia, tra gli azulejos che ornano gli edifici più antichi e i bicchieri di manzanilla sui banconi dei bar, si incroceranno i destini di numerosi personaggi, da banchieri a ricche nobildonne, a religiosi di ogni genere, per finire ad un trio di improbabili criminali, il tutto in una trama a volte complessa ma sempre ben orchestrata dall'autore.
E la fede? Dove può trovare posto se anche la Chiesa finisce per assomigliare ad una multinazionale governata con la mentalità da funzionario? Qui la fede prende varie facce, si confonde di volta in volta con il denaro, con il potere, con il senso del dovere, con il rispetto delle regole, con la passione e con la musica andalusa. E a volte si finisce per farne anche a meno.
I personaggi sono vivi, caratterizzati con accuratezza, ma soprattutto sono affascinanti, così come lo era Lucas Corso, il cacciatore di libri sacri descritto sempre da Pérez-Reverte ne "Il club Dumas": al suo posto ora qui troviamo il già citato Lorenzo Quart, giovane e moderno templare; Mercedes Bruner, l'affascinante nobile sivigliana e sua madre Cruz, una duchessa che beve solo Coca Cola; padre Prìamo Ferro, il burbero parroco di Nostra Signora delle Lacrime; Honorato Bonafé, il viscido giornalista a caccia di scandali; il Potro del Mantelete, ex pugile suonato, torero incornato e soldato della legione straniera, e molti altri ancora.
Ma la protagonista rimane lei, Siviglia: "Un fondale straordinario come nei vecchi colossal hollywoodiani creati con tela dipinta e cartapesta. la differenza stava nel fatto che era autentica, costruita a forza di mattoni e secoli, e non c'era studio cinematografico capace di riprodurre il suo aspetto impressionante, per quanti soldi o talento vi si investisse. Era una quinta unica, irripetibile. Uno scenario perfetto."


di: EDDIE FELSON

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