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EDUCAZIONE DI UNA CANAGLIA

" La vera e violenta storia di un uomo che, perennemente in bilico tra libertà e carcere, è riuscito a rimanere a galla grazie alla scrittura"

, EDUCAZIONE DI UNA CANAGLIA.    

Narrativa > La sensazione che si ha dopo aver letto il libro, è d'essere passati dentro un mondo che ad un comune "normale" è completamente sconosciuto. Un mondo crudo, fatto di riformatori, carceri, pestaggi selvaggi, accoltellamenti, senza alcuna sfaccettatura e popolato da personaggi relegati ai margini della società; con regole ben precise, che non puoi trovare in nessun cazzo di libro, ma apprese e memorizzate in una vita. Vita vissuta libera a vagabondare sulla strada o vissuta in una camera di tre metri di lunghezza per due di larghezza, dove ti è permesso vedere solamente uno spicchio di quel mondo. Questo mondo apparteneva ad Edward Bunker. Dico apparteneva, perché il nostro amico oramai se né tirato fuori. Edward Bunker dice di aver avuto fin da piccolo un talento naturale nel mettersi nei casini, e…. non vi è dubbio che all'inizio la sua vita sia stata abbastanza movimentata. A cinque anni si è ritrovato in collegio ed è scappato alla prima occasione; in altre parole subito.Dopo una serie infinita di fughe, rientri da scuole e litigi con il padre e la zia, all’età di quindici anni finisce nel carcere minorile di Lancaster, dove per essersi messo a produrre birra finisce in isolamento. Viene spedito nella prigione di Contea di Los Angeles dove, appena arrivato squarcia la schiena ad un pluriomicida condannato a morte, perché quest'ultimo lo voleva come suo amichetto, vista la sua giovane età.Viene rilasciato e passa il suo periodo di divertimento per le strade di L.A..Ma " C'è qualcosa d’autentico nella mente di un criminale, è il bisogno di soddisfazione immediata". Così si ritrova nel penitenziario di San Quentin a soli diciassette anni. Il detenuto più giovane di allora. Anche qui finisce in isolamento, e per la prima volta un progetto comincia a balenare nella sua testa.Viene a sapere del successo di un libro, scritto da un condannato a morte e pensa: " Di certo quel libro non può cambiare il corso delle cose nella vita di un condannato a morte; ma se lo scrivo io, forse può cambiare il corso della mia vita ". Vuole diventare uno scrittore per uscire dalla merda. Si fa regalare una vecchia macchina per scrivere e comincia a fare lo scrittore autodidatta. Esce da San Quentin nel 1956 in libertà vigilata e si ritrova in un mondo, dove l’unica cosa possibile è ricominciare a frequentare le vecchie amicizie. Cosi, piano piano, si ritrova ancora a sprofondare nella merda; viene pizzicato e arrestato di nuovo. Simula due tentati suicidi per farsi riconoscere pazzo, e all’inizio degli anni sessanta si trova rinchiuso nel carcere di Folsom dove assiste a parecchi omicidi causati dalla guerra razziale scoppiata all’interno del penitenziario. Continua a scrivere romanzi attingendo dalle storie che si sentono all’interno del carcere. Da una di queste storie nasce un libro dal titolo Cane mangia cane. E' convinto che la scrittura sia la sola possibilità di uscire da quel mondo, dove ha vissuto fino ad ora e la sua perseveranza lo porterà a raggiungere questo scopo. Alla fine riesce a pubblicare un libro, viene rilasciato e comincia un’altra vita.Ora ha una compagna e un figlio di cinque anni. Ha partecipato a dei piccoli ruoli in una ventina di film tra cui Le Iene di Quentin Tarantino dove ha interpretato Mr.Blue. Dopo due romanzi tradotti in italiano, ci regala quest’autobiografia, percorso nella memoria di una canaglia, piena di gossip carcerario, raccontata con alcuni ricordi vaghi, ed altri impressi nei più recessi meandri cerebrali. Quando ti avvicini ai settant’anni e ti dedichi a scrivere un libro sulla vita per tirarne le conclusioni, devi essere sincero con le persone che ti circondano e con te stesso. Soprattutto se il libro lo dedichi a tuo figlio.
Per questo considero questo libro una VERA autobiografia.


di: CX03410

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