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MEZZANOTTE TUTTO IL GIORNO

Con l’intervento dell’amore la commedia della vita si trasforma in tragedia. Oppure in farsa

, MEZZANOTTE TUTTO IL GIORNO.    

Narrativa > La fragilità dei rapporti umani è innegabile, soprattutto se si ha a che fare con un sentimento come l’amore: la sua forza (o la sua debolezza a seconda delle situazioni) è determinante nel cambiare la vita delle persone, o peggio ancora, a rimarcare un esistenza sempre più ridicola e piatta. Questo è il tema sviluppato dallo scrittore inglese (ma con padre pakistano) Hanif Kureishi nel suo libro, dieci racconti legati tutti da un filo che trapassa cuori e menti dei personaggi. Per esempio c’è Robert, attore di successo (“Voglio interpretare molte parti. Voglio trasformarmi fino a diventare irriconoscibile “) che combatte con la passione per la bella Florence, sposata con Archie: il classico triangolo, come nel caso di Morgan-Caroline-Eric, ma con alcune differenze, ed in questi casi le sfumature sono importanti. John e Dina lottano per arredare il loro nido d’amore. Marcia, scrittrice di belle speranze (a mio parere uno dei racconti più belli) è preda di illusioni e disillusioni. Roger e Alan sono entrambi stretti tra divorzio e amore dei figli. Ed infine c’è Doug, il cui pene ha deciso di separarsi da lui per mettersi in proprio.
Kureishi sembra dirci che passione e disperazione vanno a braccetto, che il desiderio e l’amore non portano mai a completa felicità (“Era sconvolgente, volere qualcuno così tanto. Come potevi essere mai appagata? Forse era più facile non desiderare per niente”). C’è sempre una nota stonata nella vita di tutti noi, può essere rappresentata dalla confusione (“Ho in testa questa immagine... un mucchio di cose che vengono infilate in un armadio... un armadio che non si chiude, che è troppo piccolo. La mia vita è così”), dall’insoddisfazione pura e semplice (“Qualcosa a cui aspirare, ecco cosa voleva; qualcosa, anche se misero”), dalla depressione (“I depressi hanno una grande forza di volontà, capace di distruggere ogni forma di vita sensibile per miglia e miglia intorno a loro”) o ancora da una sorta di disperazione allucinatoria (“Mi gira la testa; ho dimenticato chi sono. Immagino catastrofi e punizioni ovunque”) o dalla musica pop.
Amare non può essere quindi la panacea di tutti i mali, soprattutto perchè “Siamo precisi quando scegliamo le persone da amare, specialmente qunado scegliamo quella sbagliata. C’è un istinto, una forza magnetica o un’antenna che punta verso ciò che non potrà mai andare bene. La persona sbagliata è, naturalmente, giusta da qualche punto di vista: brava a punirci, opprimerci, umiliarci, buttarci giù, lasciarci quasi morti o, cosa peggiore di tutte, a darci l’impressione che non sia quella sbagliata, ma anzi sia quasi quella giusta, e lasciarci quindi nel limbo dell’amore. Non è da tutti saper raggiungere questi risultati”.
L’amore è dipendenza, “una dipendenza pericolosa”.


di: EDDIE FELSON

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