Q

''…i libri cambiano il mondo soltanto se il mondo riesce a digerirli...''

, Q.    

Narrativa > Non ci si lasci trarre in inganno dalla brevità e dall’apparente semplicità del titolo: il primo (e ultimo, visto che in seguito lo pseudonimo è stato sostituito con “Wu Ming”) vero e proprio romanzo-almeno credo!-del “luther blissett project” è tutt’altro che un libro facile.Oltre 600 pagine dense di avvenimenti e spunti riflessivi che si prestano a differenti piani di lettura, secondo i diversi gradi di profondità che vi si vogliono dare, dalla pura e semplice epica avventura cinquecentesca ad una precisa lezione morale contro ogni forma di fanatismo.

Nel libro ci si ritrova immersi in uno dei periodi più scuri e tumultuosi della storia europea, il trentennio seguito alla pubblicazione delle 95 tesi sulle indulgenze da parte di Martin Lutero a Wittenberg, attraverso le rivolte di contadini e anabattisti e le loro repressioni nel sangue, la potenza di principi e banchieri e i loro scontri con la Chiesa, a contatto con personaggi realmente esistiti, come lo stesso Lutero, o Gianpietro Carafa (fondatore dell’ordine dei Teatini), in un’atmosfera generale che riesce a rendere questa Europa del ‘500 (si viaggia da Anversa ad Instanbul, passando da Basilea e Venezia) attuale come mai..
Su questo sfondo si inseriscono le vicende del protagonista - in cui si ritrovano molti dei caratteri appartenenti al progetto Luther Blissett stesso, a partire dalla assenza di una identità precisa, sostituita di volta in volta da quella di altri incontrati lungo il cammino - in principio studente all’università di Wittenberg e poi protagonista di un processo di battaglia continuo, in cui cambiano avversari e compagni contingenti ma il cui fine ultimo rimane uno: la sfida al monopolio della conoscenza e all’oppressione, l’emergere della libertà contro il potere costituito badando bene ad evitare le insidie e la seduzione della degenerazione della libertà stessa.
Il tutto sotto lo sguardo vigile dell’occhio del nemico, invisibile eppure sempre presente, nascosto tra i compagni più fidati e insospettabili, capace tuttavia di rivelarsi inaspettato alleato al momento della stretta finale.

Carlo Lucarelli su “La Stampa” l’ha definita “una sfida elettorale di quelle che fanno paura”…secondo me la sfida è stata vinta con ampio margine, ognuno poi giudichi di suo..

“…ma vivere e continuare a dire la propria è ben diverso dal morire arrostiti…”


di: BU

Articolo inserito il:


 Q
Hai del materiale iconografico riguardante questo articolo? redazione@bloomriot.org