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LA VITA DEGLI INSETTI

"Da tempo ho ucciso il concettualista che era in me" ”, disse Maksim in tono conciliante. "Infatti mi chiedevo cos’era quella puzza che ti usciva dalla bocca"

, LA VITA DEGLI INSETTI.    

Narrativa > Siamo a Magadfan, una cittadina sul mare in Crimea. I due “ signori”, che si stanno insultando in modo così divertente stanno fumando una canna. Hanno appena scoperto che quando questa scoppietta, la causa non è da cercare nei semi, ma nelle cimici che infestano la canapa. Queste sono molto utili perché fuggono poco prima che arrivino gli sbirri. Sarà grande la loro ( e la nostra ) sorpresa quando saranno loro due a scoppiettare all’interno di una canna.

Pelevin utilizza sempre la stessa tecnica in ogni microstoria all’interno del romanzo. Ci presenta, cioè, i protagonisti in modo volutamente ambiguo, senza andare a descriverceli. Ma dalle loro parole, noi siamo certi che sta parlando di uomini. Riesce ad ingannare sempre, anche dopo che il lettore ha capito il meccanismo, si è sempre convinti, che QUESTA VOLTA sta parlando DAVVERO di uomini. Niente di più falso! Anche perché un ulteriore elemento ironico straniante è che tutti i personaggi parlano in modo palesemente infastidito di altri insetti, ancora più piccoli di loro. Così Maksim e Nikita, due cimici della canapa, discorrono un po’ disgustati di come tutte le canne siano infestate da cimici. Oppure Mitja e Dima, due bellissime falene filosofe, che tentano di immaginarsi un libro, un villaggio, la vita degli insetti. E così per tutto il libro. Perché questo piccolo mondo è talmente intriso di passioni, di ironia e di compassione da risultare ridicolo ed intimamente fragile come lo è il nostro.

“Si fece di nuovo crescere i baffi, non per confondersi con quelli che gli stavano attorno - quasi tutti avevano i baffi - ma, al contrario, per conferire al suo aspetto esteriore quell’inimitabile individualità che tutti gli altri possedevano ”.

Ma l’eccezionalità di questo libro non si esaurisce nella descrizione parodistica e spassosa della vita degli insetti, cioè della nostra, ma come in tutti i romanzi di Pelevin lascia spazio ad una spiegazione comico metafisica della realtà.

“ Devi sapere che non esiste nient’altro, a parte il letame. Tutto quello che io vedo qui intorno- e con un ampio gesto abbracciò la nebbia- in realtà è solo Io. E lo scopo della vita è spingerla in avanti. Capisci? Quando ti guardi intorno, in pratica stai guardando l’Io dall’interno.”

Insomma “ non appena credi di averne individuato il vero significato, dirotta la tua attenzione verso un nuovo sorprendente sviluppo” ( Time Out New York ).


di: FRA

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