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IL PORCONE MASCHILISTA

Un fumetto che riflette sulla donna, senza peli sulla matita

, IL PORCONE MASCHILISTA.    

Narrativa > Georges Wolinski è uno dei più celebri umoristi del mondo ed i suoi albi a fumetti sono una vera miscela esplosiva di ironico cinismo e tratto tagliente. Nato a Tunisi nel 1934, risiede dal 1945 in Francia, paese in cui il fumetto non viene considerato un’arte di serie B. Divenuto popolarissimo grazie al mensile di fumetti “Charlie”, di cui è caporedattore, i suoi lavori sono oggi pubblicati da quotidiani e settimanali. Dotato di una sferzante presa sul quotidiano, Wolinski associa spesso e volentieri i temi più disparati al sesso: non a caso la sua serie più famosa porta il titolo di “Je ne pense qu’à ça” (Non penso che a quello).
Il bell’albo “Il Porcone Maschilista” si distingue proprio perché esalta queste sue caratteristiche: le storie sono delle volte crude, ma molto più spesso spassosamente intelligenti e rivelatrici.
Il filo conduttore del volume è il rapporto uomo/donna letto dal punto di vista del Porcone Maschilista che da il titolo alla raccolta. Alcune storie presentano una serie di stereotipi della donna oggetto senza peli sulla matita, a cominciare dalla tavola iniziale che descrive il progressivo smantellamento dei tabù legati al corpo femminile negli anni. Un fotografo radical-pappone finisce per sostituire con se stesso la figura femminile ormai spogliata e radiografata in ogni suo tessuto.
Un’altra storia, a mio avviso la migliore del lotto, segue la storia di un uomo che vive in una società molto simile alla nostra in cui è crollato ogni tabù sul sesso e la gente che gira vestita fa la figura del retrogrado. Stordito dal comizio elettorale del Partito dei Chiavaioli, dalla moglie sempre arrapata e dalle autostoppiste che si sentono al sicuro solo se caricate da conducenti nudi, finirà per rivolgersi ad una clinica di psicoterapia castratoria.
L’intento di fondo di Wolinski traspare in una delle prime pagine dell’albo: disegnare sesso, costruendoci intorno un’enorme ciambella grottesca di immaginazione, porta paradossalmente così vicino alla realtà da divenire una sorta di terapia di disintossicazione. Perciò, se condividete con l’autore la passione per i posteriori femminili, tanto da girarvi ogni volta che passa qualcuna e se usate suddividere il panorama delle donne in Chiavabili e Non-chiavabili, allora quest’albo fa per voi.
Nel caso in cui invece sosteniate di interessarvi più “ a quello che c’è dentro” invece di illuminarvi alla vista di un perizoma di pizzo, allora siete dei bugiardi e la lettura di questo fumetto vi farà morir dal ridere… almeno fino a quando non vi accorgerete di ridere di voi stessi…
Ciò non toglie che sia una lettura più che consigliata anche alle lettrici, che credo si ritroveranno almeno in qualcuna delle figure rappresentate dall’autore


di: DHARMABOY

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