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SOGNI DI BUNKER HILL

L’ultimo, sofferto capitolo della saga di Arturo Bandini

John Fante, SOGNI DI BUNKER HILL.    

Narrativa > Arturo Bandini voleva scrivere. Sarebbe diventato il piu' grande scrittore d' America. Ne era certo. Per questo si lascia alle spalle il Colorado. Il ristagno della provincia. Quella dannatissima neve, troppo fredda e troppo bianca perche' ne nasca un pensiero vivo. Le mani da muratore italiano di suo padre. I rosari e la tristezza , compagni eterni di sua madre.
Per questo si lascia alle spalle l'infanzia; e tutto il resto.
D'ora in avanti il suo nuovo mondo si chiama California. Si chiama Hollywood: tante volte sognata, immaginata, fantasticata. Tante volte, nella sua testa, conquis tata ed ora, finalmente li', sotto i suoi occhi giovani e presuntuosi.
La vede ora, sempre piu chiaramente. Giorno dopo giorno. Notte dopo notte. Da
lassu', dalla stanza di un piccolo e anonimo albergo a Bunker Hill. Entra nei suoi movimenti. Nella sua mal eodorante potenza. Nelle sue logiche. La possiede. Innamorato e disgustato. Corpo di donna dai fianchi sinuosi e dal fiato impregnato di alcool e di amarezze. Incontri in un buio macchiato d'altro. Capitoli cinici e perfetti. Trascritti nella sua mente. I ncagliati tra le pieghe nuove del suo corpo. Amore, morte, fuga.
Immobile, Bandini fugge. Verso ogni luogo. Verso ogni tempo. Verso un nuovo racconto, ancora da scrivere.

Ormai cieco e divorato dal diabete, in quello che sara' il suo ultimo anno di vita, J ohn Fante (1903-1983) detta alla moglie Joyce questo quarto ed ultimo episodio della saga di Arturo Bandini. Suo doppio. Suo ricordo e insieme suo rimpianto. Fante dipinge tutto con la sua solita ferocia. La solita ironia. Il solito nervoso talento. Un po ' genio e un po' beone, ma soprattutto un grande scrittore. Il solito John Fante


di: ELLE

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John Fante SOGNI DI BUNKER HILL
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