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IL BUDDA DELLE PERIFERIE

Sesso e droga. Rock ‘n’ roll e punk. Tradizione ed avanguardia. E tanto, tanto kebab

, IL BUDDA DELLE PERIFERIE.    

Narrativa > “Mi chiamo Karim Amir e sono un vero inglese, più o meno”. Così inizia questo primo romanzo dell’ anglo-pakistano Hanif Kureishi. Un intenso romanzo di formazione a tutti gli effetti in cui l’io narrante (quel ragazzo di nome Karim che si presenta in apertura) compie un viaggio culturale e sociale nell’Inghilterra della seconda metà degli anni ’70, tra la voglia di una rivoluzione sessuale e il problema dell’impegno politico.
C’è molto dell’autore in Karim, a partire dalla “genesi”: per entrambi madre inglese e padre indio-pakistano. Nello specifico caso del romanzo, il buddha delle periferie è proprio Haroon Amir, dipendente pubblico che, trasformatosi in guru delle filosofie orientali, acquista grande popolarità tra gli abitanti delle suburbs londinesi e decide di lasciare la moglie, mandando così in crisi la tutta la famiglia. A partire da ciò, la narrazione, nonostante quell’aria finto-svogliata ma anche ironica propria di Karim, si sviluppa in modo sempre più brillante.
In questo grande romanzo corale, Kureishi ama visceralmente i suoi personaggi, li fa lottare per raggiungere uno scopo. Le figure si muovono sempre, a volte anche senza direzione. Nessuno sta fermo. Nessuno si nega all’azione, anche la più b landa. Sono i sentimenti e le pulsioni che dominano il tutto: la curiosità (Karim), la sete di potere (Eva) e di fama (Charlie), il desiderio di una società migliore (Jamila), il sesso (Pyke) e la sensualità (Eleanor), ma il tutto narrato senza troppa esagerazione, mentre le situazioni sembrano prendere una piega di (quasi) normalità.
Un altro tema che non dev’essere dimenticato è la ricerca dell’essenza dell’“inglesità”, soprattutto da parte di tre personaggi fondamentali: i già citati Karim e Haroon, e di Changez. Il primo (“ Sono un vero inglese, più o meno”) si trova stretto da un lato da parenti che basano le loro vite sulla tradizione (lo zio Anwar su quella indiana, la madre Margaret su quella inglese), dall’altro la società di punta londinese fortemen te elitaria e legata all’arte e alle avanguardie; l’ essere diventato attore gli permette di frequentare entrambe le situazioni, anche se questo spesso si rivela controproducente. Il secondo, Haroon, da giovane si era buttato a capofitto nelle usanze dell’e nglish lifestyle arrivando a modificare di sua spontanea volontà il proprio accento, ma con le nuove situazioni in arrivo tutte le convinzioni crollano. Chi arriva a Londra con già delle convinzioni ferree è Changez, il suo bagaglio (e di conseguenza il suo limite) sono le opere di Conan Doyle a cui si aggiungeranno quelle di Harold Robbins.
Questo stupefacente esordio letterario porta a Kureishi grande fama, il Whitebread Prize come miglior romanzo e una versione televisiva del romanzo adattato per la BBC inglese, alla quale l’autore stesso lavora nel ruolo di sceneggiatore.


di: EDDIE FELSON

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