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HOLIDAYS ON ICE

Il Publisher Weekly l'ha definito: "Spassoso e feroce: il miglior talento comico d'America

, HOLIDAYS ON ICE.    

Narrativa > Che figata questo libretto (lo trovate in Bloomsbury, al Bloom) di Sedaris, autore già di culto negli USA, dove è nato (NY) nel 1956. Stravagante cognome di origini greche, ancor più stravagante famiglia, quantomeno stando a ciò che racconta lui nei suoi scritti.
In Italia grazie al cielo la Mondadori sta pubblicando i suoi lavori, tutti racconti, ovvero, oltre ad Holidays on ice ,anche Ciclopi (in cui è contenuto il racconto che ha reso Sedaris un personaggio, ovvero la sua esperienza come elfo ai magazzini Macy's, che, invece, è assente da Holidays on ice, seppure sia una raccolta tutta ispirata al Natale) e Me parlare bello un giorno (che racconta tra le altre cose della logopedista e dell'insegnante di chitarra di Sedaris).
La definizione unanime della scrittura di Sedaris è "genio funambolico", "ironico", "grottesco".
Diciamo che la scrittura di Sedaris è molto viva e vivace. Mordace. Vivida.
I racconti che formano Holiday on ice sono solo quattro. Il primo è di una veridicità disarmante. Si intitola Dina h, la zoccola di Natale e si articola attorno a tre punti chiave: la scoperta da parte di David che sua sorella maggiore, Lisa, ha un po' (un bel po') più di palle di quanto credesse (una bella rivincita per noi sorelle maggiori!), il bel quadretto familiare di Dinah (la zoccola di Natale in persona) e l'altretanto bel quadretto di casa Sedaris quando Dinah (sempre lei, la zoccola di Natale) arriva in famiglia ( momento clou, quando la sorellina di David, Ann, chiede alla zoccola di Natale: "Se uno vuole soltanto farsi sculacciare quanto gli chiedi?" Curiosità intellettuali).
Il secondo racconto è Al centro della prima fila con Thaddeus Bristol, una mordace critica teatrale mossa dall'ineffabile Thaddeus Bristol alle rappresentazioni natalizie che vanno in s cena all'interno di scuole elementari e/o medie. Passo indimenticabile: "Nel ruolo di Maria, Shannon Burke, sei anni, riesce a malapena a farci credere di essere vergine. La sua presenza scenica è stucchevole e compiaciuta, e l'interpretazione ha come unico punto di forza la capacità di sollevarsi la gonna e, in rarissime occasioni, di aprire gli occhi. A Douglas Trazzare, l'allievo di seconda elementare che interpreta Giuseppe, qualcuno dovrebbe ricordare che, nonostante il suo personaggio non abbia tecnic amente ingravidato la vergine Maria, sarebbe tuttavia opportuno che desse l'impressione di essere in grado di farlo".
Terzo racconto, il cinicissimoTratto da una storia vera. Ovvero, cosa un produttore sarebbe (è certo!) in grado di fare pur di garantirsi i diritti di una stucchevole storia vera (e mi raccomando, la storia vera qui descritta è esilarante!).
Infine, il libricino si chiude con Natale significa dare. Gustosissimo racconto sulle rivalità tra vicini, quand'esse, in perfetto stile Sedaris, giungono al parossismo, al donare a un accattone i propri figli, perché: "Perché continuare a rincorrersi quando sapevamo tutti qual era la cosa davvero importante? Dopo un breve consulto, io e Beth chiamammo il barbone e gli chiedemmo se preferiva i maschietti o le femminucce. Con nostra somma gioia lui rispose che le femmine davano troppi problemi, ma che gli era già capitato di divertirsi con dei maschietti appena prima del suo ultimo soggiorno preso il carcere statale. Non ci fu bisogno di aggiungere altro: gli regalammo Taylor e Weston, i nostri figli (...) Quell'anno realizzammo un biglietto natalizio memorabile. Ritraeva lo straziante addio dei nostri figli, accanto al messaggio: Natale significa dare. Finché fa male".
Un'ultima nota va alla perfetta traduzione italiana di Matteo Colombo, e Strade Blu Mondadori resta la mia collana editoriale preferita.


di: KIBIUSA

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