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BRYCHAN

"Ho chiesto un asciugamano e mi hanno portato due birre. Meglio"

BRYCHAN, . 2002-03-02    

Live in Bloom > Che cosa giustifica le cose? Voglio dire, ci sono dei fenomeni che hanno delle spiegazioni scientifiche affermate e inattaccabili, ma se ci pensate... Prendiamo un esempio: le maree. Le maree sono un fenomeno affascinante: seguendo le fasi lunari il mare, imponente ed irrefrenabile, si gonfia e si allarga conquistando metri di terra, per poi ritirarsi, e tornare a riposare. Nel corso dei secoli illustri scienziati e seriosi professori universitari ci hanno dato sicuramente spiegazioni validissime e scientificamente corrette per spiegare questo eterno salire e scendere delle acque, ma queste teorie, pur nella loro inconfutabile verità, lasciano sempre un piccolo fastidioso tarlo: come non pensare infatti che, in fondo in fondo, le maree non siano altro che un sospiro della madre Terra, un suo doloroso ed eternamente ripetuto saluto alla fedele compagna Luna?
Qui da noi le maree non raggiungono nemmeno il metro d'altezza ma ci sono posti dove salgono anche di parecchie decine di metri cambiando completamente il paesaggio circostante. Uno di questi posti è il Galles.

Bloom, 2 marzo 2002.
Sono da poco passate le 21.00 quando Brychan, cantautore gallese già leader dei disciolti Jess, termina l'attento soundcheck e, scortato dal sempre presente manager italiano Lorenzo Bedini, mi avvicina.
Camicia bianca portata su jeans chiari, una lattina di birra in mano, ci sediamo ad un tavolino tra il bar e la libreria. Intorno è tutto un turbinio di piatti e bicchieri in preparazione dell'imminente cena, mentre in sottofondo risuonano le note del gruppo di supporto, i bolognesi Votiva Lux (di cui sentiremo sicuramente parlare).
In modo quantomeno paradossale mentre io pongo le mie domande in inglese, Brychan mi risponde in un più che discreto italiano!

Allora, Brychan, se ci dovessi raccontare in poche parole chi sei, cosa diresti?

Sono uno che sta... "davvero nel mezzo". Difficile sapere se sono là o li, su o giù … Non posso darti che una risposta vaga. Sì: sono "veramente nel mezzo".

E la tua musica?

La mia musica è… più a sinistra! Davvero: io sono a sinistra, ma la mia musica di più! Ancora una volta è difficile da descrivere: ci sono tante, troppe influenze diverse. Ed è sempre in evoluzione. Due anni fa era possibile descriverla come folk ma adesso non più. Forse è più rock, e' più' scura più dance…"panoramic roots" e' un termine che ho coniato io per cercare di descrivere quello che faccio: "roots" per via della chitarra acustica e della voce, ma le influenze sono tantissime, quindi "panoramic"

Chi ha esercitato la più grande influenza sulla tua musica?

Non e' possibile dire chi ha avuto più influenza … sono troppi! Da Mozart agli Smiths. Quando ero un bambino a casa si ascoltava molta musica classica che tra l'altro adesso sto ricominciando ad ascoltare assiduamente.

Ci sono anche influenze extramusicali nelle tue canzoni?

Si: i soldi! (ride) E' vero, perché senza soldi è difficile registrare o anche solo comprare una buona chitarra… A parte ciò, una cosa che influenza negativamente la mia musica e la mia testa è quando non posso andare, scappare sulla bici o sulla barca. Poi anche il tempo, le altre musiche…

Tra i tuoi lavori quale è l'album che preferisci?

Davide, ti devo confessare una cosa: non ascolto mai la mia musica dopo che l'ho registrata… no, non e' vero! Direi l'ultimo, "Bad Pink Vibe" dove, per la prima volta nella mia carriera da solista ho sperimentato strumenti elettronici. Di quest'album mi piace molto "Peace of Mind".

Il primo album che hai mai comprato?

"Hatful of Hollow" degli Smiths. Quando avevo tredici anni un mio grande amico Emyr Penlan (il bassista dei Jess) mi ha detto: "Hey! Devi assolutamente ascoltare questo gruppo di Manchester. Sono molto strani ma la loro musica non e' niente male…"

Tre dischi e tre libri che ti porteresti sulla classica isola deserta…

"Catch-22" di Joseph Heller, uno scrittore americano. E' un libro ambientato a Bologna che parla della seconda guerra mondiale. Poi, "Fear and Loathing in Las Vegas" e... un buon libro: "A brief history of Time" di Stephen Hawking. …poi anche "L'Alchimista" di Paulo Choelo... posso averne quattro?

Va bene dai facciamo uno strappo alla regola!

Grazie! Vediamo i cd: quello dei BEV Bonifica Emiliana Veneta "Variabile naturale" Il secondo…probabilmente... posso avere una dance compilation?

Certo!

Ok una dance compilation con drum'n bass, house, garage e... tantissimi altri!

Cosa pensi della musica italiano? Quali artisti ammiri di più?

Mi piace molto la musica italiana. I 99Posse sono molto, molto interessanti... Cristina Donà con cui ho cantato più volte... l'ultima volta che ho cantato con lei c'era anche Manuel Agnelli degli Afterhours: che voce! poi devo dire Mimmo Mellace (ndr: il batterista de "Il Parto delle Nuvole Pesanti" sul palco con Brychan questa sera) maestro batterista... e Vasco Rossi (Qui sia Brychan che Lorenzo scoppiano in una risata fragorosa!)

Vasco? Ma se ho letto in un intervista che non ti piace affatto!?

Si ma vedi, dopo aver saputo quello che e' successo recentemente in Sicilia al suo entourage (ndr: pare siano stati beccati con una più che modica -per usare un eufemismo- quantità di stupefacenti...), mi sono fatto un idea nuova su di lui… Mi e' più simpatico! (altra risata mentre Lorenzo ormai è piegato in due sul tavolo!)

Pensi che ci siano delle differenze tra musicisti gallesi e italiani?

Chiaro. Il clima ha un influenza sulla sensibilità di un artista: infatti da noi in Gran Bretagna ci sono più corde minori nelle canzoni. Qui nell'area del Mediterraneo ci sono più corde maggiori c'è più luce, più sole. Un'altra ragione di differenza naturalmente è storico- geografica: l'Italia è vicina all'Africa, ha avuto invasioni diverse dalla nostre, quindi vi è una grossa diversità.

Tu canti anche in gallese. Cosa ti affascina di più di questa lingua?

E' la mia lingua. E' per comunicare nel piano più alto con la mia famiglia. Non hai idea di quanto e' dolce parlare in gallese dopo un tour in Italia in cui ho parlato prevalentemente in italiano o inglese. E' l'ultimo piano di comunicazione.

Hai mai pensato di cantare una canzone in italiano?

Si, ma penso che ci sono troppi cantanti che possono cantare in italiano meglio di me! Voglio dire: se qualcuno mi chiede di cantare in italiano va bene, ma di sicuro non sul palco! Ci sono dei pezzi che canto in italiano ma solo per il piacere di farlo.

Tu hai un sito internet che è sia in inglese che in italiano: significa che ti senti parte italiano?

La ragione di ciò è che il mio manager è italiano e io canto spessissimo in Italia. Del resto è in inglese perché sono britannico… Ma è un peccato che non sia anche in gallese. Mi sono ripromesso che non appena torno a casa lo cambio aggiungendovi un'altra lingua. In fondo io sono prima gallese e poi britannico.

A proposito, come e' successo che hai un manager italiano?

E' una storia davvero strana e divertente: molti anni fa, nel 1994 stavo facendo un concerto nel mio paese, Cardigan. Una persona ha registrato un bootleg facendo arrivare la cassetta a Lorenzo che ha un interesse particolare per i gruppi gallesi. Un giorno, mentre stavo suonando con Mike Peters, ex Alarm, arriva lui direttamente da Montecavolo e mi dice "Ciao sono Lorenzo Bedini dall'Italia. Mi piace tanto la tua musica". "Vacca boia - faccio io - come conosci la mia musica?!". Lui mi racconta la storia e mi propone di organizzare concerti per me in Italia. E lo ha fatto!

Cosa pensi della musica in Internet?

E' un ottima cosa: qualunque mezzo per diffondere la musica, per farla girare è buono.

Progetti per il futuro?

Spero di no, basta per adesso!! (Lorenzo sgrana gli occhi poi scoppiano di nuovo in una grande risata) No, scherzo: un disco nuovo. Quest'anno la mia vita musicale sarà dedicata al nuovo disco.

Avevi mai sentito parlare del Bloom prima?

Sì, sì certo: ho già cantato qui nel dicembre 1999 con Eric Wood e Cristina Donà. Un bel concerto.

Come sarà il concerto questa sera?

Dinamico. Molto dinamico e melodico… e spero interessante!

Grazie davvero Brychan e buon concerto!

Grazie a te. Spero che il concerto ti piaccia!

Come detto il concerto di Brychan viene introdotto dai Votiva Lux, un gruppo composto da quattro ragazzi bolognesi che nell'occasione hanno presentato il loro nuovo cd "Solaris": ritmi ipnotici e distorti per un rock psichedelico di sicuro interesse. Lo stesso artista gallese, che ha collaborato alla realizzazione del cd dei Votiva Lux, si è esibito in un pezzo con i giovani artisti emiliani.
Sono oramai le 23.15 quando davanti a un pubblico impaziente e distratto, Brychan inizia il suo concerto. Il tepore iniziale è decisamente scosso da questa incredibile voce, modulata alla perfezione come se fosse essa stessa uno strumento musicale. Solo ora capisco cosa intendeva quando mi parlava di panoramic roots: jazz, folk, rock, etno e quant'altro convergono nella sua musica amalgamandosi in una miscela perfetta. E il pubblico apprezza: si pianta sulle sedie (anche se qualcuno, nei pezzi più movimentati, accenna a due passi di danza) quasi ammaliato da quella voce appassionante e misteriosa.
Quasi a volerci richiamare alla realtà, tra un pezzo e l'altro Brychan si scatena in irresistibili performance nel suo italiano stentato ("Ho chiesto un asciugamano e mi hanno portato due birre. Meglio").
Col suo inspiegabile salire e scendere, a volte dolorosa e nostalgica, spesso energica e inebriante, la voce di Brychan, è passata sul pubblico del Bloom imponente ed irrefrenabile, lasciando sicuramente un segno. Proprio come una marea.


di: RADIOTAKESHI

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