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TECNICHE DI MASTURBAZIONE TRA BATMAN E ROBIN

Per amare una donna dobbiamo prima fingere l’amore. Mentiamo finché riusciamo ad amarla e poi, quando viene il vuoto, giuriamo che l’amore c’è ancora. Non siamo mai davvero con una donna ma con l’ idea di essere con lei...

, TECNICHE DI MASTURBAZIONE TRA BATMAN E ROBIN.    

Narrativa > Medina Reyes l'ho conosciuto per lavoro tre anni fa, non avevo mai letto nulla di suo e infatti Tecniche di masturbazione tra Batman e Robin è la sua prima opera che mi sono accinta a leggere. Ma una cosa c'è da dire: Medina Reyes scrive esattamente come mi immaginavo, ovvero, proprio come parla. Non c'è né capo né coda, ma, al contempo, tutto pare essere al suo posto.
Tecniche di masturbazione tra Batman e Robin, hanno detto, vuole fare il verso a manuali di autoaiuto; e quindi l'io narrante, Sergio Lingualunga, scrittore che ha pubblicato un solo romanzo, di cui ha venduto 5 copie, racconta le sue esperienze, per lo più con le donne, e le esperienze dei suoi amici. I personaggi del romanzo continuano a ripresentarsi al lettore, e la loro storia, via via, si arricchisce di particolari. Ci sono il protagonista e le sue donne, in particolare Flog e Marianne e Silvana e Mapi, che divengono quasi creature mitiche, e l'amico Rep, alter ego di Sergio e di Medina Reyes stesso (è attribuita a Rep, nel romanzo, la "leggenda" che Medina Reyes ha creato su misura per se stesso, sostenendo di aver fatto sesso con 600 donne nei suoi 35 anni di vita), Angelica e Ana, la coppia di lesbiche, e Juan e Gabi, e Fran, tutta una fauna che serve all'autore per descrivere - co n il tono autocompiaciuto che lo caratterizza in ogni suo scritto - i vari aspetti del sesso e dell'amore. Divertenti le varie sezioni del libro: Meccanica popolare (annotazioni sulla sesualità e l'amore), Meccanica di seduzione (breve manuale pratico per rimorchiare e portarsi a letto qualsiasi donna in nove semplici lezioni), una parte dedicata a mini sceneggiature, un'altra fatta di massime, una epistolare: un'accozzaglia confusa di tempi e di stili che, alla fin fine, trova il suo senso.
Interessanti anche le regole del maschio vincente (una serie di meditazioni ed esercizi per trasformare un emerito coglione in un uomo interessante), l’ elogio della masturbazione o le istruzioni per allenare mammiferi (una specie di supermercato delle opportunità amorose).
Insomma, come dice l'autore nella prima pagina del libro: "Un uomo costruisce un mondo, prende in considerazione certi particolari e ne trascura altri. Dona questo mondo alla sua donna, al suo cane e ad altri animali domestici che gli affidano la propria vita. Anche alcuni animali selvatici e bestie feroci si stabiliscono in quel mondo. La donna accetta questo mondo, imita ogni atto e parola dell’uomo arrivando a credere che sono suoi e dimenticando chi è stata. Il cane e le altre creature che popolano quel mondo lo accettano e lo fanno proprio ma non imitano mai l’uomo". E' grossomodo di questo, che Tecniche di masturbazione parla.
Reputo interessante questa dichiarazione che Medina Reyes fa in un'intervista: "Se c’è qualcosa di fittizio, piuttosto, è la Colombia da cartolina illustrata che spacciano autori come García Marquez, vecchi d’ anni e di mente. Gente che per cercare la Letteratura volta le spalle alla vita. Hanno diffuso un mucchio di stereotipi: una volta una ragazza norvegese mi ha chiesto come mai scopavo così male per essere un latino. Senza contare che molti, all’ estero, sono convinti che noi parliamo con le mucche. Invece solo lui ci parla, García Marketing. L’ho chiamato così una volta, perché ha trovato la formula perfetta del libro che vende. Anche da noi, intendiamoci, ma non certo a quelli della mia generazione. La mia generazione vive per il 70% nelle città e ha gli stessi problemi, gli stessi sogni, la stessa musica di chi sta in qualsiasi altra metropoli europea o americana. Noi, in quella Colombia rurale e folcloristica, non ci riconosciamo". Anche in Tecniche di masturbazione Medina Reyes si scaglia su Marquez, e anche in questo libro dà la sua immagine della Colombia. Un'immagine non positiva, questo è certo, ma molto ambigua. Il libro, ambientato a Bogotà e a Città Immobile, racconta una Colombia dolorosa, violenta, cosmopolita, misteriosa, misera, in cui però, alla fine,e non si soccombe mai.


di: KIBIUSA

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