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THE MOTHER

Diffidate da vostra madre

, THE MOTHER.    

Narrativa > Una cosa è certa, questa sceneggiature di Kureishi, una kammerspiel edita da Bompiani con a prefazione un'intervista all'autore, non lascia indifferenti.
Personalmente, non l'ho amata molto (non credo vedrò il film di Michell che l'ha utilizzata), ma certo mi ha fatto schierare e pensare.
La storia: May è sposata a Toots "da sempre" e la sua vita è stata costruita per servire il marito (che però ha tradito). Il marito di certo da per scontati i servigi della moglie (in perfetto stile "vecchia coppia"), ma ha assoluto bisogno di lei. Durante una visita ai figli, Bobby e Paula, entrambi residenti a Londra, Toots (adorabile personaggio) muore.
Da lì May va in crisi, non ha un'identità, non sa più che fare. Risolve la questione intrecciando una storia d'amore con Darren, l'amante (è sposato con un'altra e ha un figlio) di Paula.
Da qui lo scontro tra caratteri. Paula è una donna isterica, molto autocentrata, recriminatrice, che ospita la madre sperando che possa badare a suo figlio Jack mentre lei si dedica a Darren. E' u n'insicura, affatto realizzata, in cerca di rassicurazioni, sempre presa a parlare di Darren con la madre, che, quatta quatta, si crea una love story con il bel manovale credendo davvero di poter sedurre (e non rendendosi conto di essere in realtà sedotta) e fare innamorare quest'uomo di trent'anni più giovane e, a poco a poco, diventando nei confronti di lui asfissiante tanto quanto la figlia.
Darren è un osservatore, ha ben presente la psicologia di tutti i personaggi. Non per questo essi a volte non sanno coglierlo di sorpresa, comunque. Darren non conta. Per nessuno. E' un oggetto, un qualcosa che porta felicità e appagamento, ma ci ò che vuole lui, o come lui sta, non è rilevante. Le due donne se lo competono, May facendo la finta tonta fa credere di essere convinta che Paula lo abbia lasciato, Paula, che sa tutto, sa anche che la conclusione non sarà felice.
Corretta questa recensione che ho trovato sul Corriere della Sera: "Sotto le apparenze dell'amore, pare dire Kureishi, covano odio, frustrazioni, rivalse. A tutte le età. Non credete alla favola del sesso riscoperto in extremis. Qui l'eros non è una panacea, ma il mezzo con cui si pagano i conti arretrati. Il resto è mitologia".
Ho letto questa sceneggiatura in un'ora. L'ho gustata, anche se ho trovato i dialoghi poco realistici. E mi sono chiesta quale tipologia di madre ruberebbe il fidanzato alla figlia. O quale tipo di madre devota (perché è così che May viene dipinta) agirebbe in questo modo. Non ho saputo rispondere. Di certo d'ora in avanti presterò più attenzione a ciò che mia madre fa in mia assenza.


di: KIBIUSA

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