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I SEGRETI DI NEW YORK

Storie e luoghi di New York

, I SEGRETI DI NEW YORK.    

Narrativa > Esiste la geografia, esiste la storia, esistono tante angolazioni per vedere la realtà e il mondo che ci circonda, e la collana dei Segreti (sono usciti anche, nel 1996, I segreti di Parigi e, nel 2003, I segreti di Londra) è un po' una summa di tutti questi modi. In effetti, una città non è solo la propria architettura, o la propria storia, ma anche le sue leggende, i suoi personaggi, le tradizioni, gli episodi, i gruppi etnici che la popolano.
Con il (a mio parere) mediocre I segreti di Londra, e (sempre a mio parere) il mirabile I segreti di Parigi, Augias si cimenta (ottimamente) con la metropoli per antonomasia, New York. Il ritratto fatto è pieno di amore e suggestione anche se, come scontato, parziale e frammentario. Credo che ciascuno di noi, nel parlare di New York, avrebbe sottolineato un aspetto piuttosto che un altro, secondo la propria kultura (in senso più vasto che non conoscenza) e il proprio gusto. Augias parla poco di pellicole ambientate a New York (quella che nomina per lo più è C'era una violta in America, che è girata in teatri di posa in Italia!), e tratta solo di Gershw in e Berlin . Sorvola Woody Allen e l'unico politico di cui tratta è La Guardia, mentre si sofferma a raccontare della Monroe, della portaerei Intrepid, della Statua della Libertà , dell'avventura del fiorentino Meucci, inventore del telefono ma morto in povertà a causa del brevetto che gli fu sottratto con l'inganno,e di Meville e Whitman e Poe, della mafia (anche ebraica) e dei gangster, di Dorothy Parker, addirittura di un personaggio di fantasia come Nero Wolfe, e poi dei pittori contemporanei Basquiat e Haring, degli immigrati, rendendo alla perfezione le atmosfere della città , soprattutto nel periodo della belle epoque. Cito :<>. Alcune storie di questa coralità newyorkese sono toccanti (Basquait, La statua della libertà, l'arrivo ad Ellis Island degli immigrati e la loro vita in città). Il libro si lascia divorare, cattura l'attenzione e proietta in una città che, alla fine, esiste soprattutto nelle nostre menti.


di: KIBIUSA

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