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NINNA NANNA

Un grottesco esempio della potenza della comunicazione

Palahniuk Chuck, NINNA NANNA. Mondadori 2005    

Narrativa > Carl Streator è un uomo solitario, amante del silenzio, di professione giornalista. Mentre lavora a un reportage sulla sindrome della morte in culla scopre un fatto terribile: la presenza nei luoghi dove sono morti i bambini di un libro di filastrocche, aperto su una pagina contenente una nenia africana usata per dare la dolce morte. Il canto diventa un’arma micidiale, è come un contagio mortale che si tramanda per via acustica, più potente di qualsiasi virus reale.
Carl diventa una specie di serial killer, più o meno involontario, e decide di mettersi in viaggio per trovare e distruggere tutte le copie della filastrocca letale. Con lui, attraverso tutta l’America, ci sono Helen Hoover Boyle, agente immobiliare che tratta solo case infestate dagli spiriti, Mona Sabbat, assistente di Helen e aspirante strega, e Ostrica, un ecoterrorista che vive di truffe.
“Ninna nanna” non è solo un thriller, ricco di suspence e sorprese, è anche un romanzo in cui il tema del desiderio di eliminare le persone che ci creano ansie e problemi è svolto assieme a una riflessione, piuttosto polemica, sulla potenza della comunicazione, che ci assedia quotidianamente attraverso ogni mezzo possibile.
Chuck Palahniuk si può definire un’artista alla Baudlaire, visionario e travolgente, i cui romanzi sono delle black comedy, macabre ma che rispecchiano, in modo raggelante, la società d’oggi.
Un romanzo intriso di pessimismo e cinismo, elementi che forse derivano dai precedenti traumi familiari dell’autore, degni di un romanzo di Stephen King ( suo nonno ha ucciso sua nonna e suo padre è stato assassinato, fatto a pezzi e seppellito nel giardino dal marito della sua amante…).


di: MARTINA C.

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