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DORIAN

"Baz pensava che [DORIAN] incarnasse l'era albeggiante della liberazione gay, e che il suo video sarebbe diventato un'icona di tutto quello che era bello e vero e importante nello stile di vita degli invertiti. In effetti, รจ accaduto proprio il contrario

Self Will, DORIAN. Mondadori 2004    

Narrativa > Contradditorio. Difficile dare un parere su questo - vendutissimo - libro.
Di cosa parli, è facilmente intuibile.
L'idea di Will Self è quella di far rivivere la storia narrata da Oscar Wilde ne Il ritratto di Dorian Gray nel mondo moderno. Nell'era dell'AIDS. Più specificatamente, negli anni tra il 1981 e il 1997.
Il tutto mantenendo più o meno i caratteri descritti da Wilde, ma accentuando la tematica gay dell'opera, e la cattiveria e la sagacia di Dorian, che, già a metà libro, ha superato il maestro, l'indimenticabile (sempre) Henry Wotton.
Certo Self non è Wilde. E si vede. Soprattutto perché l'autore cerca di ricreare l'atmosfera del capolavoro di Wilde soprattutto facendo gran sfoggio di status symbol: marche, stili di vita, droga. Il che, francamente, risulta un po' ridondante.
Quindi Will Self diviene talmente trasgressivo da non esserlo più, e a poco serve il fatto che abbia raccontato di aver avuto potenti fantasie omosessuali mentre scriveva questo libro, come se l'informazione potesse farci credere che forte sia la personalità dei suoi protagonisti, che, invece, risultano macchiettistici e con poco spessore (anche Wotton diviene la caricatura di se stesso).
Tutta la questione sui gay mossa nel libro, in effetti, risulta superata. O anche il fatto che tutti i personaggi si becchino l'AIDS per colpa di Dorian, che permette loro di introdurre in un'orgia il suo amato Hermann, prostituto di colore che si buca (e non - si badi bene - per colpa di chi fa orge con prostituti sconosciuti senza preservativo!) (Bah!).
Molto difficile confrontarsi con un classico. Se ne uscirà sempre bastonati, e Self ha peccato di superbia creando la propria imitazione, così sfacciata, de Il ritratto di Dorian Gray.
Però qualche cosa davvero è divertente. Il gusto del bon mot rimane anche in Dorian - anche se non con il sarcasmo di Wilde - e la sfrontata caricatura di Lady D., il prenderla selvaggiamente per il culo per tutto il libro (non beatificandola come pressoché tutti hanno fatto dopo la sua morte) è apprezzabile.
Soprattrutto, è favoloso il colpo di scena finale. Con la "resurrezione" di Wotton, che porta a ribaltare completamente il punto di vista che abbiamo avuto nella lettura di tutto il romanzo.
Due note: attenzione alla ricerca spasmodica delle chiavi della macchina (una Jaguar, ovviamente!) di Wotton, e... gli occhi della copertina non sono niente popo di meno che quelli di Lindsay Kemp


di: KIBIUSA

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Self Will DORIAN
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