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L'UOMO AUTOGRAFO

"Qual è la legge che definisce i rapporti tra chi è molto fatto e chi lo è meno? Come dovranno comportarsi?"

Smith Zadie, L'UOMO AUTOGRAFO. Mondadori 2004    

Narrativa > Sublime. Gustroso. Intrigante. Variegato.
Uomo Autografo in realtà non ha molto convinto i critici, ma la motivazione è che è - a giudizio unanime - inferitore rispetto al precedente Denti Bianchi, romanzo di debutto della ventottenne inglese Zadie (che io furbescamente non ho ancora letto, di modo da poter meglio giudicare Uomo autografo, senza doverlo paragonare con ciò che l'ha preceduto). Allora, Uomo Autografo è possibile commentarlo secondo vari punti di vista, e non so bene come iniziare. Beh, la storia. Alex- Li Tandem, Mark, Joseph ed Adam sono amici sin da piccoli. O, meglio, Mark, Ad e Alex sono amici sin da piccoli. Il giorno in cui conoscono Joseph un'esperienza sconvolgente li toccherà tutti. I quattro, tutti ebrei, seppur uno anglocinese e un altro angloafricano, cresceranno assieme. Bene, Uomo Autografo è anche la storia di questa amicizia. Ma non solo. Adam ha una sorella, Esther, che si fidanzerà con Alex. Uomo Autografo parla anche di questo. Alex è un rivenditore di autografi. Ha ereditato questa passione da Joseph. Uomo Autografo parla di questo (e della fissa di Mark per un autografo di Harrison Ford, o della collezione da dieci pezzi di Adam). Ma anche Alex è un essere umano, e ha un autografo che desidera più di tutto. Quello della bellissima attrice Kitty Alexander. Uomo Autografo parla SOPRATTUTTO di questo. Di come Alex si trova in possesso dell'autografo di Kitty (badate bene, Kitty Alexander non esiste nel nostro mondo!), ma non ricorda come l'ha ottenuto, e gli amici si convincono che, sotto acido, Alex se lo sia fatto da solo ed ora intenda andare a vendere un falso. Racconta di come l'autografo verrà distrutto, ma rimpiazzato da un altro, e di come Alex andrà a cercare Kitty (da lì il romanzo si sfilaccia e diventa sempre più noioso: le ultime trenta pagine, in effetti, sono una delusione!). Uomo Autografo, infine, racconta di una religione, quella ebraica, del suo misticismo, dei suoi usi, e della follia di alcuni rabbi!
Che dire di Uomo Autografo? Lo stile in cui è scritto è molto vivace. Scoppiettante, direi. I personaggi sono molto interessanti ed avvincenti, coerenti, completi, intriganti. I punti di vista numerosi, a volte macchiettistici, non prevale una chiave di scrittura femminile, o troppo macho (come spesso fanno le scrittrici che scelgono un protagonista maschile).
Divertente anche la presenza della Cabala nella prima parte del romanzo, tanto che i capitoli sono contrassegnati proprio con numeri cabalistici, mentre la seconda, invece, utilizza disegnini zen ad indicare i titoli. Numerose le digressioni, che servono ad addentrare di più il lettore nella vita dei personaggi, e i giochi che la Smith dissemina nel libro (uno su tutti, il linguaggio dei Gesti Internazionali: ad esempio, qual è per voi il Gesto Internazionale che indica il vostro accorgervi improvviso che avete scordato qualcosa?? Ecco!).
Non voglio dilungarmi: vi ricordo solo che il libro lo trovate anche in libreria al Bloom. Ed è meglio per voi acquistarlo e leggerlo!


di: KIBIUSA

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