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NAZARENES

L'Afrikan reggae che brucia l'Europa

NAZARENES, .    

Live in Bloom > Sono da poco passate le 21 quando mi appresto ad intervistare Medhane e Noah Isac Tewolde i due leader della band reggae Nazarenes, special guest di una caldissima serata targata Vito War - Reggae Radio Station.
A dire il vero quest'intervista non è altro che l'appendice ufficiale di una lunga, piacevolissima chiacchierata fatta con la band afro-svedese, intenta a godersi gli ultimi raggi di sole di una tiepida serata italiana nel parcheggio dietro al Bloom.

Allora Medhane (Noah Isac ci raggiungerà più tardi), come descriveresti in poche parole te stesso e la tua musica?

Io sono uno dei membri della band reggae Nazarenes. Ho costituito questa band insieme a mio fratello Noah Isac. Dopo avere pubblicato il nostro primo cd "Orit", abbiamo iniziato un tour in Svezia, la nazione in cui viviamo. Adesso siamo venuti in Italia per diffondere lo stesso messaggio di Amore, Pace e Unità. Lo stesso vale anche per gli altri membri della band che viaggiano con noi. Loro hanno lo stesso scopo, siamo come fratelli, veri fratelli, che si muovono assieme per raggiungere lo stesso risultato.

Amore Pace e Unità. E' questo quindi il messaggio della vostra musica?

Si. E' il messaggio della band e del movimento.

Cosa ami di più della musica reggae?

Io amo il reggae. E' indiscutibilmente una delle mie musiche favorite. Ma la musica che noi suoniamo è un mix. E' reggae foundation, ma abbiamo comunque sviluppato un nostro stile personale

Da dove viene la decisione di cantare alcuni pezzi nella vostra lingua nativa, il "tigrignia"?

Lo abbiamo fatto proprio perché è la nostra lingua. A dire il vero non avevamo previsto di fare reggae nella nostra lingua originale ma è successo. Abbiamo provato, il risultato ci è sembrato buono e quindi ci siamo messi al lavoro.

Ad ogni modo voi siete stati i primi a fare questa scelta, per certi versi rischiosa...

E' verissimo. Nel paese da cui veniamo questo tipo di musica non è molto popolare. L'Etiopia e l'Eritrea sono un'area del mondo particolarmente isolata. Molte persone preferiscono stare da sole senza cercare di confrontarsi e unirsi al resto del mondo. Non è il nostro caso. Noi crediamo nell'universo, crediamo nell'unità del mondo. Non capiamo queste divisioni. Ci sono persone che vogliono costruire un gran muro dietro a cui nascondersi, un muro che divide le persone, isolandole. Noi non siamo così.

Chi ha esercitato la più grande influenza sulla vostra musica?

Sai, alle volte le persone ci avvicinano e ci dicono "Tu canti come questo" oppure "tu suoni come quello". Per noi è difficile rispondere se ciò è vero o meno. L'ispirazione naturalmente ci viene da tantissimi musicisti ma poi non c'è la volontà di cantare o suonare come qualcun altro, abbiamo sviluppato il nostro proprio stile...

Avete o avete avuto influenze extra musicali?

La musica che suoniamo parla delle storie della nostra vita, delle nostre esperienze. Noi viviamo in Europa da moltissimo tempo. Siamo venuti qui a causa della situazione politica del nostro paese. A causa di chi voleva opprimere noi e la nostra gente abbiamo lasciato la nostra terra e la nostra casa. Questa situazione ha esercitato una grande influenza.

Quale è stato il primo disco che hai mani comprato?

E' stato nel 1978, quando ero ancora in Etiopia: Bob Marley and the Wailers, Rastaman Vibrations. Quella è stata la prima volta che ho sentito il reggae in vita mia. Già suonavo gli strumenti che mi dava mio padre ma il reggae è stato una grande novità

Un libro e un disco da cui non si può prescindere?

Credo che la Bibbia sia il libro migliore. Non sono un fanatico e nemmeno particolarmente religioso, ma credo che la Bibbia sia una buona guida: è un libro di pace. Il disco... non so... certamente un disco reggae. Il reggae è sempre con me.

E' la vostra prima volta in Italia?

Si è la prima volta che veniamo qui.

Queste date italiane fanno parte di un tour europeo?

Prima di iniziare questo mini tour per il nord Italia abbiamo suonato in diversi posti in Svezia. Adesso torniamo a Göteborg e ricominceremo a girare per i club svedesi. Quest'estate con tutta probabilità suoneremo anche in Germania.

Conoscete la scena reggae italiana?

Quando abbiamo suonato a Torino un ragazzo mi ha dato un cd dicendomi che si trattava di un ottima band reggae italiana: gli Africa Unite. Non ho ancora avuto tempo di ascoltarli ma lo farò presto.

Avete un sito Internet? Cosa ne pensate della musica diffusa tramite il web? (Nel frattempo ci raggiunge Noah Isac, l'altro fondatore della band, che, da qui in poi, risponderà alle nostre domande)

Si, abbiamo un sito (www.nazarenes.nu) e crediamo che la diffusione della musica tramite Internet sia una gran cosa. Prima per essere conosciuto dovevi avere alle spalle una grande casa discografica con molti soldi. Adesso la musica si diffonde molto più velocemente. Noi vogliamo che si diffonda la nostra musica e con essa il nostro messaggio di Amore, Pace e Unità. Questo è importante, non i soldi.

Progetti per il futuro?

Stiamo lavorando al nuovo cd.

Come sarà il concerto questa sera?

Noi proveremo a dare il meglio di noi stessi. Fino ad ora qui in Italia abbiamo avuto un ottima risposta da parte del pubblico e noi stessi abbiamo provato delle splendide sensazioni. Sinceramente non avevamo idea se la nostra musica e la musica reggae in generale fosse o meno apprezzata in Italia. E' stata davvero una bella sorpresa!

Grazie Noah Isac, grazie Medhane. In bocca al lupo per il concerto di questa sera

Grazie a te. Peace.


di: RADIOTAKESHI

foto di: RadioTakeshi

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