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LO SCRITTORE FANTASMA

Se sei un individuo speciale, puoi rivendicare liberta' d'artista?

Roth Philip, LO SCRITTORE FANTASMA. Einaudi 2002    

Narrativa > Philip Roth è uno dei maggiori scrittori americani contemporanei. E' ritenuto uno scrittore "ebreo", perché è della gente ebrea che scrive. Spesso dando risalto alle fratture che intercorrono tra gli ebrei e i goy (i non ebrei), nel tentativo degli ebrei di inserirsi nel sogno americano salvaguardando però la loro natura (il romanzo secondo me migliore è Il lamento di Portnoy).
Lo scrittore fantasma è il romanzo che dà il via al ciclo di racconti dedicati a Nathan Zuckerman, giovane scrittore in cui si può ritrovare più di una traccia della vita di Roth.
In questa storia Zuckerman viene invitato in cima ai monti, nel New England, per fare visita al suoi idolo, Manny Lonoff, scrittore ebreo meticoloso e pingue. Dapprima viene descritto l'approccio tra i due, dapprima Zuckerman è intimidito, ci tiene a fare bella figura e a dire la cosa giusta, poi appare una giovane donna, Amy Bellette, a sconvolgere Zuckerman come già ha sconvolto la vita di Lonoff e di sua moglie Hope.
Moltissime le sottotrame: un intero capitolo è dedicato ai ricordi di Zuckerman, al suo ripensare un racconto appena scritto che ha fatto imbestialiere suo padre, che l'ha accusato di antisemitismo. Sono anni duri: l'Olocausto è da poco terminato, e la comunità ebraica sta chiusa in se stessa, a difendersi da qualunque possibile attacco esterno, tantopiù se immaginato.
Poi Zuckerman origlia una discussione tra Lonoff ed Amy e da qui la sua mente percorre voli pindarici. Zuckerman si convince - e convince anche il lettore - che Amy altri non è che Anne Frank, in realtà mai morta a Belsen, e mai ricongiunta con il padre Otto perché data in affido a una famiglia inglese. Qui Zuckerman fantastica sulla vita di Amy / Anne, sul suo scoprire che i suoi diari sono divenuti un libro di culto e sulla correttezza o meno di ricongiungrersi al padre, ormai sessantenne, per farlo felice ma facendo crollare il suo simbolo.
Il libro tratta del contrasto tra vita ed arte. Amy che non potrebbe ritornare a casa - e ha un edipo irtrrisolto grande come una casa - Lonoff che si dedica maniacalmente alle sue riscritture, e che ha tutto calcolato, nella vita, Hope che non può gioire della presenza del marito e delle mille occasioni che la vita le mette di fronte perché lei è la noia di Lonoff, e quello è il ruolo in cui è chiusa, Nathan che dever staccarsi dalla sua comunità , perché la famiglia non è in grado di capire che l'arte è arte in sè, non un modo per attaccare o difendere qualcosa. Lonoff lo sa bene, tant'è che, dopo aver consunato una scenata famigliare di fronte al giovane, gli dice: "Prenda i suoi febbrli appunti: Ne ha sentite, di cose, stamattina".
E su tutto c'è James, con le ripetute citazioni su Mezza età, il suo libro di meditazione sull'arte.
Se sei un individuo speciale, puoi rivendidcare la libertà d'artista?


di: KIBIUSA

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