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VIAGGIO AL TERMINE DI UNA STANZA

E' come guardare una partita di calcio e non tifare per nessuna delle due squadre, e non conoscere nessuno dei giocatori, e non avere il benché minimo interesse per lo sport: fa passare il tempo, ma non te ne frega niente

Fischer Tibor, VIAGGIO AL TERMINE DI UNA STANZA. Mondadori 2006    

Narrativa > Oceane vive a Londra. E' ricca. Non esce quasi mai di casa,
E' puntigliosa.
Ilo caso le fa conoscere Audley, un mercenario che lavora per un'agenzia recupero crediti.
Quando iniziano a giungerlle lettere da Walter, il suo ex morto 10 anni fa, chiede ad Audley di aiutarla.

E punto.
La storia a un certo punto non si risolverà più. Non sapremo mai come Walter è morto, o se non sia morto, o perché contattava Oceane, per cui mettetevi il cuore in pace.
Godetevi invece le digressioni della storia, in particolare la sezione dedicata a Barcellona, dove Oceane faceva spettacoli erotici, e dove i vari attori hanno iniziato inspiegabilmente a morire.
L'affannoso tentativo di affermare un'identità , un'esistenza, mettendosi con o contro gli altri.
Scendere a patti con le nefandezze che si commettono ogni giorni.
O il racconto di Audley riguardo la guerra in ex Iugoslavia.
Godetevi lo stile.
Godetevi i pensieri. Guardate Audley e Oceane diventare amici raccontandosi le proprie paure. Guardate come iniziano a prenderci cura l'uno dell'altra, tanto da - alla fine - vincere le paure per aiutarsi.
Guardatelo, godetelo e siate felice.
Ma non aspettatevi una trama.


di: KIBIUSA

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