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HOCUS POCUS

Anche se voi restate, voi e il vostro denaro e la vostra anima ve n'andate di qua

Vonnegut Kurt, HOCUS POCUS. Bompiani 2001    

Narrativa > L'autore di stato di New York sta vedendo di recente tutte le sue opere ben ripubblicate, con packaging carino, in Italia.
Vonnegut, famosissimo per aver scritto Mattatoio numero 5, è uno scrittore delirante, visionario, su alcuni aspetti dickiano, che ha più volte tentato il suicidio.
Le sue storie sono distropie cattive, beffarde, con il sorriso - o con la smorfia - sulle labbra.
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Hocus Pocus è, come spesso per Vonnegut, un'autobiografia. L'autobiografia di Eugene Debs. Un'autobiografia che salta di palo in frasca ma è semplice da seguire perché scritta con il consueto stile colloquiale di Vonnegut.
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Debs fu studente di college, cercò di truffare a un co corso di scienza, finì a West Point, fu in Vietnam, insegnò chimica in una prestigiosissima università per ricchi rampolli ritardati, fu insegnantre in un carcere per neri, partecipò all'evasione. Fu direttore carcerario, finì incarcerato.
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Il libro è popolato fittamente da personaggi incisivi e affascinanti, spesso senza finalità alcuna all'interno della macchina racconto, ma che restano impressi per via della loro potenza. Ci sono Margaret e Mildred, le pazze, c'è Muriel la barista, Jack Patton che si sbellica dalle risa, il carceriere Matsumoto, il capopopolo Alton Darwin, la illuminata Helen Dole, il perfido Jason Wilder, il rettore cornuto, Tex, e sua moglie Zuzu, e tanti altri, che arricchiscono la storia con il vigore e l'irrequietezza degna d'una Twin Peaks.
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Come spesso per Vonnegut, che crede l'uomo sia fondamentalmente cattivo razzista e sopraffattore, Hocus Pocus parla della guerra, o, meglio, parla di come ci si colonializza di continuo. Si inizia con una guerra domestica, con il piccolo Gene che deve difendersi dal padre, ce vuole trovare in lui un'occasione di riscatto. Si continua in Vietnam - con la sensazione che gli americani fossero sempre reputati migliori dei vietnamiti - C'è la colonizzazione che il ricco fa sul povero: alla scuola Tarkington i ricchi ottengono un diploma, e vengono cresciuti nella bambagia, rassicurati riguardo a valori e posizioni che l'America, ormai preda del Giappone, dove tutto è stato comprato dagli orientali e lo yen vale più del dollaro (come oggi il dollaro vale più di qualsiasi valuta negli stati in via di sviluppo).
Si parla della Seconda Guerra mondiale, che torna, di continuo, in vcarie forme. Auschwitz, i forni crematori, gli ebrei, Hitler, la bomba atomica su Hiroshima. Matsumoto che si infila in un fosso per riprendere il palklone proprio mentre la bomba esplode. Ne esce e il suo mondo, Hiroshima, non c'è più. E' per questo che vive da solo? che per lui gli amici sono "come i prodotti ben reclamizzati a Natale"?
C'è poi la colonizzazione dei bianchi sui neri, la divisione della società in caste, con la mente che torna, sempre più spesso, agli ebreo, ma anche ai pellerossa, agli incas, alle guerre di colonizzazione europee.
E tutti questi soprusi fanno perdere, a poco a poco, agli americani il senso di se stessi e della loro storia.
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Momenti divertenti nel libro sono, ad esempio, l'autocitazione di Vonnegut, laddove parla degli Anziani di Tralfamadore, una invenzione dell'autore stesso (Le sirene di Titano). E' questo libro che porta Debs a una epifania, e che, forse, avrebbe aiutato Matsumoto a dare senso alla propria morte.
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Vi è poi il giochino inventato per farci arrivare al numero di donne amate e di uomini uccisi da Debs nel corso della sua vita.
Lo riporto (I dati richiesti sono reperibili nel corso del libro):

Prendete l'anno in cui morì Eugene Debs (il nonno del protagonista, che si chiama come lui). Sottraete ad esso il titolo di un film di fantascienza, tratto da un romanzo di Arthur C. Clarke, che io vidi due volte in Vietnam. Aggiungete l'anno di nascita di Hitler. Si otterrà l'anno in cui Napoleone fu esiliato all'Isola d'Elba. Addizionate ora il periodo di gestazione di un opossum espreso in giorni. Si arriva all'anno in cui Thomas Jefferson - già proprietario di schiavi - morì e James Fenimore Cooper pubblicò L'ultimo dei Mohicani. Dividete per la radice quadrata di 4. Sottraete 100 volte 9. Aggiungete il più alto numero di figli partoriti, che si sappia di certo, da una donna. E avrete il numero cercato.
Perché?

SOLO PERCHE' ALCUNI DI NOI SANNO LEGGERE E SCRIVERE E FAR DI CONTO QUESTO NON VUOL DIRE CHE MERITINO DI CONQUISTARE L'UNIVERSO.


di: KIBIUSA

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