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HELTER SKELTER

charles manson e la famiglia

Bugliosi Vincent; Gentry Curt, HELTER SKELTER. Mondadori 2006    

Narrativa > Bugliosi è il procuratore che fece ottenere a Charles Manson, Sadie Mae Gulz (Susan Atkins), Patricia Krenwinkel (Katie) e Leslie Van Houten la condanna a morte per gli assassini Tate / La Bianca.

Il ricchissimo saggio - che però risulta frammentario nelle parti in cui Bugliosi non ha avuto a che fare, in particolare per quanto riguarda il processo di Tex Watson (il quarto responsabile materiale degli omicidi), come quelli di Bobby Beausoleil, Bruce Davis, Squeaky Fromme, Clem Grogan e diversi altri componenti della famiglia - racconta le indagini, iniziando con la ricostruzione del luogo del crimine, elencando le false piste seguite dalla polizia, per poi, tassello dopo tassello, arrivare alla Famiglia e a Manson.

Dell'opera fanno parte fotografie, testimonianze, dichiarazioni.

Moltissimi i nomi che si alternano, le voci cui viene dato corpo, tutti a raccontare la loro esperienza, il loro entrare, in un modo o nell'altro, in contatto con Manson e con il processo più costoso della storia americana.

Chi scrive è sempre stata affascinata da Manson (ormai 70enne), e si è divorata molti libri e documentari su di lui. Quello di Bugliosi, ovviamente, proprio per via del ruolo che l'autore ha ricoperto all'interno di tutta la vicenda, è impeccabile, ricco di particolari, interessante e, anche, aiuta anche a mettere in luce come la polizia lavorava sul finire degli anni '60. Come si svolge un'indagine e si conduce un processo. Come Manson sia rimasto impunito per molto tempo, perché per le forze dell'ordine era solo un bislacco freakkettone.

Altri tempi, quando i freakkettoni venivano lasciati in pace.

Certo, non si deve mai scordare che Bugliosi reputa Manson colpevole anche più di Sadie, Leslie, Katie e Tex. Che tende ad angelicizzare Lidia Kasabian, testimone chiave dell'accusa, che ha partecipato ad entrambi gli omicidi, e che lui stesso collabora, con questo testo, a creare il mito Charlie Manson.

Manson è quindi il Male anche secondo Bugliosi che con questo libro, che ha impiegato anni a completare, ne consacra l'icona.

Forse poi alla fine tutti invidiano un po' Charlie, nanerottolo vissuto in prigione quasi tutta la sua esistenza, che correva su dune buggies sparando calibro 22 circondato da ragazze di 10, 15 anni in meno di lui, nude ed adoranti, che si prostituivano per mantenerlo, credendolo Gesù Cristo, mentre era sempre fatto, con un carisma da vendere (c'è chi dice che sapesse ipnotizzare) e baldi giovani ai suoi ordini. Perché Manson ha carisma, è innegabile.

Allora per non invidiarlo gli si dà del mostro.

Manson ha portato cinque ragazzi a massacrare per lui sette persone, di cui una era una starlette del cinema, moglie del regista di Rosemary Baby (di frontre alla location scelta per il film - il Dakota - fu ucciso poi Lennon, ideatore dell'Helter Skelter, ovvero il *mandante* dei crimini) in nome di una ideale guerra tra bianchi e neri dal nome Helter Skelter.

Con Bugliosi, scrive Gentry, un giornalista che già scrisse la biografia di Hoover. Sponsor del libro, che ha venduto una cosa come 7.000.000 copie, la rivista Rolling Stone.

Mi sento di consigliare questo libro, scritto in modo moltoscorrevole e assai poco puriginoso (non dite che vi ho avvisati).

però poi attenti a non incidervi svastiche in fronte.

"Manson era convinto che fosse tutto nella testa, tutto soggettivo. Diceva che la morte non era altro che la paura della morte nella testa dell'uomo"


di: KIBIUSA

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