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PICCOLA ORCHESTRA AVION TRAVEL

"Ci piace essere una sorpresa, non solo per il pubblico, ma anche per noi stessi."

PICCOLA ORCHESTRA AVION TRAVEL, .    

Live in Bloom > Bloom di Mezzago è : in scena la Piccola Orchestra Avion Travel, formazione "anomala", voce solista fuori dalla scena musicale italiana. In vent'anni, dalla prima formazione nella Caserta inizio anni '80 al successo sul palco dell'Ariston di Sanremo l'anno scorso è cresciuta questa piccola orchestra coltivando la propria indipendenza e originalità oltre ad una qualità artistica indubbiamente elevata. Non sono pochi i protagonisti dello spettacolo che ci viene offerto: Peppe Servillo alla voce, Fausto Mesolella alla chitarra, Beppe D'Argenzio al sax, Mario Tronco al piano, Mimmo Ciaramella alla batteria e Ferruccio Spinetti al contrabbasso

Parliamo con Peppe Servillo poco prima dell'inizio del concerto:


Stasera suonerete in club, in una dimensione senza dubbio più intima e con un contatto più forte con il pubblico... qual è il genere di posti o di concerti che preferite?

Peppe: Non abbiamo mai perso il contatto con realtà come queste, sia come Avion Travel, sia negli stage che facciamo con altri artisti come Fabrizio Bentivoglio; stasera è inoltre per noi un'occasione particolare: abbiamo scelto serate simili per prendere confidenza con il nostro nuovo repertorio, prima di pubblicarlo nel nuovo disco. Noi amiamo scrivere le canzoni per il palcoscenico, per cui è naturale suonarle molto, "collaudarle", presentandole in modo informale.

Quindi in qualche modo preferite l'atmosfera di posti come questo...

Peppe: Sono vent'anni che suoniamo in questo paese e abbiamo sempre sentito parlare di crisi della musica, di mancanza di spazi, e sicuramente una base di verità esiste, perciò non ci siamo mai fatti alcun problema a suonare in tutti i tipi di posti, dai club di jazz ai centri sociali, ai teatri e alle piazze... limitarsi nella scelta dei luoghi significa escludere a priori delle possibilità ugualmente stimolanti.

Sono rimasto colpito dal successo al Festival di Sanremo...

Peppe: Anche noi!

Cosa è cambiato nel vostro modo di vedere le cose dopo avere ottenuto un "riconoscimento" così ... importante?

Peppe: il Festival è e sarà sempre quello che si immagina che sia, però artisticamente è anche un grande momento di verità. Intanto si fa della grande musica dal vivo, si suona con un'orchestra, ci si confronta artisticamente ad un alto livello e soprattutto in televisione. Noi abbiamo scelto come forma di espressione la canzone, per cui in tre, quattro minuti bisogna essere in grado di esprimere il proprio mondo, cosa che personalmente ritengo sia riuscita tutte e due le volte, al di là del riconoscimento.

Musicalmente mi siete sembrati diversi dagli altri artisti che hanno partecipato al Festival ...

Peppe: Sicuramente abbiamo dato più fastidio di altri! Credo che sia sempre una porta aperta, per cui è bello che ci siano dei cambiamenti... alla fine, vedi, il palcoscenico ha una sua verità e lì c'è un palcoscenico che dal vivo è come essere in una grande piazza, con gente occasionale, con gente che viene di proposito a vedere te, con il giudizio della manifestazione, c'è tutto un ventaglio di tipi di pubblico e misurarsi con una realtà del genere è importante. Non sono di quelli che dicono che sia il massimo assoluto, ho sempre rispettato la scelta di chi non è mai voluto andarci non condividendo lo spirito della competizione, sicuramente noi non abbiamo partecipato con l'idea di competere, quanto per manifestare noi stessi ad un grande pubblico e capire quanto c'era di autenticamente popolare in quello che noi facciamo.

Il dopo Sanremo che cosa vi ha portato?

Peppe: Musicalmente nulla, ma indubbiamente già dal 1998, nella prima occasione in cui andammo, abbiamo riscontrato da parte del pubblico una certa "notorietà", che comunque ha avuto sul piano personale una forte pressione, e per fortuna che non si parla di un artista singolo ma di un complesso... è stata un'esperienza e chissà che non si ritorni una prossima volta.

Basta Sanremo, cambiamo discorso. Quali sono le radici della vostra musica?

Peppe: Siamo in tanti e sono vent'anni che suoniamo insieme, per cui qualche radice ci sarà ma ormai si sarà anche "fossilizzata".

Sicuramente ogni individuo come elemento porta un suo contributo...

Peppe: Anche al di là di aspetti strettamente legati alla musica... comunque le radici sono veramente tante e parlando per me io sono musicalmente sempre curioso, più come ascoltatore che come musicista, della voce umana. Io ascolto i cantanti e ne sono affascinato.

Avion Travel: perché?

Nome preso dall'insegna di un negozio la sera precedente al primo concerto. un nome del tutto occasionale

Viva la fantasia!

Peppe: l'abbiamo però sempre accompagnato all'espressione Piccola Orchestra perché quando eravamo ragazzi dicevano "che musica fate? Metal?", allora, sai, per desiderio di chiarezza... e per avere un nome un po' più significativo verso quello che facevamo

Cosa ne pensi dei mondiali?

Peppe: Mah, io ho molta simpatia per l'Argentina e per le squadre africane, per cui spero che ottengano un buon risultato.


di: JIM TONIQUE

foto di: Kurosara

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