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NICO - BUSSANDO ALLE PORTE DEL BUIO

E' forse questo che si cerca nella vita, nient'altro che questo, la più grande pena possibile, per diventare se stessi prima di morire

Lunati Gabriele, NICO - BUSSANDO ALLE PORTE DEL BUIO. Nuovi Equilibri 2006    

Narrativa > Donna dalla sconvolgente bellezza, icona della femminea divinità , attrice per Fellini (che la volle nella parte di sé stessa ne La Dolce Vita) e Philippe Garrel (che tuttora le dedica ogni film che gira), modella, chanteuse dei Velvet Underground prima e prefica dell’apocalisse poi, nei suoi sconvolgenti e fondamentali (quanto ormai troppo poco conosciuti) dischi solisti, voce che arriva da chissà quale innominata disperazione, spirito guida di tutta una generazione di artisti e musicisti che poi la vulgata avrebbe definito dark e vera druida gotica ella stessa; musa, fra gli altri, di Jim Morrison (che fino alla fine lei citò come suo vero maestro) e Bob Dylan (che oltre a comporre per lei “I’ll Keep It With Mine”, la celebrò nell’altrettanto enigmatica “Visions Of Johanna”), Christa Päffgen, in arte Nico, è tuttora una delle personalità più affascinanti e indecifrabili tra quelle che hanno fatto (p)arte del XX secolo. Sacerdotessa della (propria) autodistruzione, glaciale e lontana da tutto e tutti, eppure così rivelatrice, dea nichilista oggetto (suo malgrado?) di una venerazione altrettanto oscura e carbonara, seppe percorrere con algido distacco, che alcuni scambiarono per cinismo, la temperie culturale dei più psichedelici 60’s, per poi tuffarsi nel proprio abisso di eroina-tragica e eroina-dipendente negli anni ’70 e ’80. Il tutto sgranando un rosario di pochi, troppo pochi dischi (sei), che tuttora sono un’esperienza allucinata di Musica Contemporanea, con davvero nulla da invidiare non solo ai più celebrati maestri pop-rock, ma anche a quelli la cui ricerca li ha condotti nei meandri dell’avanguardia. E metodicamente lavorando alla disgregazione di sé, all’autosprofondarsi nell’abisso (lei stessa condusse il figlio avuto da Alain Delon alla dipendenza dalle droghe), quasi usando sé, e un ai miei occhi condonabile egoismo, per mostrare il Vuoto che lei, probabilmente, doveva vedere. Dandosi la maggior pena possibile, per poi uscire di scena nel modo più banale. E si deve pensare che, forse, ce la fece, se è vero che la morte la colse, nell’88, a cinquant’anni, in seguito a una stupida caduta in bicicletta per le viuzze di Ibiza.

In questo agile (a volte troppo, per me devoto di Nico!) libricino Gabriele Lunati traccia, con amorevole precisione e –immagino- molte difficoltà , viste le contraddittorie notizie che si hanno sulla Nico “privata”, tanto silenziosa, distaccata, e anche abile a mischiare le carte su quanto di vero ci fosse nelle voci su di lei (rimane un giallo della musica, ad esempio, se davvero Bowie scrisse per lei, o pensando a lei, o chissà cosa, “Heroes”) quanto invece così esposta era la sua immagine pubblica, la parabola artistica e umana di questa drammatica figura: dagli inizi da modella, all’ingresso nella Factory di Andy Warhol e al sodalizio con i Velvet Underground, fino alla carriera solista e alle vicissitudini personali, inframezzando il tutto con interessanti note sulla tribù del maestro della Pop Art, sulla galassia che le ruotava attorno, e, soprattutto, con brani dei testi (bellissimi, sia detto per inciso) che la Nostra componeva per le sue devastanti composizioni. Non mancano, in appendice, la trascrizione dell’ultima intervista radiofonica concessa dalla cantante, nonché un’accurata discografia (inclusi gli svariati e confusi lavori degli ultimi anni). Una delle cose più succose, però, non c’è: ed è un dvd, sempre girato da Lunati e dal titolo “Nico, femme fatale”, che avrebbe dovuto essere allegato al libro, ma che poi per problemi editoriali non ha invece visto la luce. Va detto comunque che scrivendo a glunati@gmail.com è possibile farsene mandare una copia o ricevere istruzioni per scaricarlo gratuitamente tramite podcast.
Libri come questo, pur assomigliando nella struttura ad altri simili su più famose e celebrate star della musica, sono comunque sempre, e in questo caso anche a maggior ragione, benemeriti, per il carattere di vera e propria divulgazione che rivestono. E tanto più nel caso di Nico, personaggio specie da noi poco sviscerato. La speranza è che questa opera possa far nascere curiosità e interesse per questa affascinantissima pitonessa, e che Lunati possa avere la possibilità non solo di far uscire anche in canali più consueti il dvd, ma anche di poter “irrobustire” il libro, avendo a disposizione magari qualche risorsa investigativa in più.

Anche se mai come in questo caso è vero che non tutti i misteri sono da svelare fino in fondo.


di: BLIXA

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