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THE (INTERNATIONAL) NOISE CONSPIRACY

Rock'n'roll dinamico e politicizzato

THE (INTERNATIONAL) NOISE CONSPIRACY, A new morning.    

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Sono appena tornato dal negozio di dischi con quelli che (spero) siano due gioiellini di dimensioni ridotte ma fortissima carica emotiva. Il primo dei due è il cd indicato nell'intestazione (ovviamente!). Secondo lavoro di lunga durata (se non contiamo la prima raccolta di singoli "The first conspiracy") che segue Survival sickness.
Appena aperta la mia "limited edition digipack version" estraggo dall'apposito vano quello che dovrebbe essere il "libretto". Nel caso in questione è un foglio grande 8 volte la copertina del cd ripiegato su se stesso, bianco con scritto sopra in nero e una piccola grafica in giallo. Aperto questo "poster", le cui dimensioni si distaccano davvero poco dai 24 x 48 cm, troviamo da un lato i testi delle 11 canzoni nel disco, dall'altra parte oltre ai credits del disco, una lunghissima e, a parer mio, assolutamente inutile propaganda politica con tanto di "internet reading suggestion" per scovare in rete sostenitori di tesi "Marxiste".
Non me la sento di iniziare una guerra politica in questa sede e, senza dubbio, un gruppo che titola le proprie canzoni "Capitalism stole my virginity" avrà sicuramente motivo per fare tutto ciò senza sentirsi dire nulla di scoraggiante. Personalmente io mi sarei attenuto a testi e credits.
Veniamo ora a quello che è il succo del discorso... come è il disco?
Bello! Posso affermare con certezza che se "Survival sickness" vi è piaciuto questo non vi deluderà anche se leggermente più lento e a tratti "diverso" (un barlume di psichedelia in chiusura di "Born into a mess" giusto x farvi un esempio) dal suo fantastico predecessore. Inserti di sassofono, piano e quant'altro ci regalano atmosfere jazz, blues, psichedeliche tutte condite da quella fantastica voce che un tempo era dei Refused (R.i.p.).
Un disco più maturo insomma... con molte più influenze, molto più sofisticato e politicizzato.
L'ultima cosa che ho notato riguarda un possibile parallelismo tra i due dischi prodotto dai simpatici svedesi.
Ascoltando tutto "Survival sickness" da cima a fondo si nota un rallentamento delle canzoni e una minor rabbia a favore della "facilità" di ascolto, quasi a creare una parabola discendente... (non sotto l'aspetto qualitativo!) .
Se ascoltiamo "A new morning..." troveremo la stessa parabola che parte dal punto dove ci avevano lasciato con il precedente disco e si sposta altrove...
Ora il dilemma è:
Vista la vicinanza in termini di tempo dei due dischi dobbiamo considerarlo come una specie di percorso nel quale gli INC ci stanno conducendo per mano?
E conseguentemente:
Dove ci vogliono portare questi ragazzi svedesi? e perchè? E quanto durerà questo percorso?

In chiusura di recensione voglio rendervi partecipi di quello che è il mio personalissimo pensiero: procedendo di questo passo (1 disco ogni anno) nell'arco di altri 5 anni l'evoluzione degli INC lungo il precedentemente citato percorso potrebbe dirigersi in qualsiasi direzione, dalla musica elettronica ai canti popolari. Aggiungendo a questa osservazione il pesante coinvolgimento politico del gruppo non mi stupirei più del dovuto se nel lontano 2007 li vedremo cantare "Bandiera rossa la trionferà" alla festa nazionale di Rifondazione Comunista.
Ti prego Dio, risparmiaci!


di: DOC NOISE

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