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SHAI HULUD

New school hardcore dolce e potente

SHAI HULUD, .    

Supporti > Ed eccoci ancora una volta qui, tutti insieme a leggere una nuova storiella propinataci da quel...(scegliete voi il termine più appropriato da inserire al posto di questa parentesi)!
Prima della consueta fiaba vorrei chiedere un minuto di silenzio e di concentrazione per riflettere su una notizia che da poco è giunta ai miei padiglioni auricolari (le orecchie): la nostra amatissima Silvia Saint si è ritirata dalla sua carriera di "attrice" perchè ha deciso di dedicarsi al 100% al suo nuovo amore che pare diventerà presto suo marito. Auguri Silvia, non ti dimenticheremo mai!
Tengo a sottolineare anche un'altra cosa: fonti autorevoli ci assicurano che il seno della suddetta amata è in tutto e per tutto originale. Niente silicone ne palloncini, solo carne. Per maggiori informazioni a riguardo andate pure sul sito di eroticnewage.com e dite che vi ho mandato io!
E rieccoci qui. Il supporto plastico con il quale ci diletteremo nella giornata odierna ci viene proposto da un gruppo proveniente da oltreoceano il cui nome è Shai Hulud. "Che cazzo significherà mai", vi chiederete giustamente voi. Posso affermare con certezza che è il nome di un mostro vermiforme che spadroneggiava nel film "Dune". Il film è un po' vecchio ma da qualche tempo lo trovate ancora nei negozi.
La leggenda narra che questo gruppo di giovani dopo qualche lavoretto prodotto praticamente subito da mamma Revelation, si sono trovati di fronte ad un piccolissimo problema riguardante le tounee. Dato che il cantante non aveva all'epoca ancora terminato le scuole superiori la madre non gli permetteva di uscire di casa troppo spesso, figuratevi per mandarlo in Europa! Comunque trovato un rimpiazzo temporaneo e tornati a casa hanno indetto una specie di concorso per trovare un cantante duraturo. Vince il premio un benemerito sconosciuto proveniente dalla glaciale Svezia che prende armi, bagagli e un aereo e si trasferisce in U.S.A. in men che non si dica. Il disco in questione ha ancora la sublime voce del piccolo Chad che si diletta in vocalizi gutturali per ben 9 canzoni. Una di queste, per la precisione "for the world", già edita sul loro precedente lavoro "a profound hatred of man". Le rimanenti otto sono un susseguirsi di schiaffi sferrati con disarmante dolcezza e melanconica tristezza da una coppia di chitarre raramente distorte e contornate da una batteria molto tecnica, matura e studiata.
I testi che ascoltiamo, che paiono scritti da un uomo adulto e stremato sono difficilmente comprensibili dal cantato, sono però tipici di quel disappunto adolescenziale e di quella voglia di essere "contro" che caratterizza i ragazzi di una certa età. A differenza però di quelle caratteristiche tipicamente grunge, in questo caso siamo pervasi da un disprezzo verso la debolezza e da un continuo ribadire la forza e la cieca convinzione del potere dei propri mezzi. A mio parere una fantastica mezz'ora, capace di risvegliare emozioni che non sentivo da tempo.


di: DOC NOISE

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