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SONIC YOUTH

Un altro gioiello sonico: rumore o poesia?

SONIC YOUTH, .    

Supporti > Venti! Tanti sono gli anni di carriera dei Sonic Youth, il cui omonimo Ep d'esordio è datato 1982. Un lungo percorso, non c'è che dire, ma la qualità resta comunque alta, e lo si può facilmente notare in "Murray Street", nome dello studio di Manhattan in cui il gruppo incide ed anche il nome dell'ultima "fatica" discografica, un album che vede ormai Jim O'Rourke inserito ufficialmente nell'organico assieme ai "grandi vecchi" e attivo in fase di registrazione e mixaggio.
Per citazionisti e pignoli: l'album dura esattamente 45 minuti e 41 secondi ed è composto da 7 pezzi assolutamente convincenti anche nei deliziosi arrangiamenti.
La faccia rock 'n' roll dei primi S.Y. fa capolino, anche se in modo un po' più soft, in "Radical adults lick godhead style", mentre nelle altre tracce si scoprono ballad o semi-ballad affascinanti, pulite e raffinate, su tutte il bellissimo brano in apertura "The empty page" o "Karen revisited", quest'ultima "munita" di almeno 7 minuti di noise puro, unica estrema concessione al rumore.
Che altro dire? Sicuramente un bell'album e, a mio modesto parere, migliore del precedente "NYC Ghosts & flowers" (un po' debole e riuscito a metà), ma meno incisivo e trascinante dei vecchi capolavori (quali "Dirty", "Daydream nation" o "Sister"), anche se più elaborato.
Comunque, il tempo passa, ma l'età non si fa affatto sentire: è uno degli ascolti più "freschi" del momento. Alla faccia delle nu-band.


di: EDDIE FELSON

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