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QUEENS OF THE STONE AGE

Potenza, personalitÓ & rock 'n' roll, queste le armi di un gruppo che regna nel deserto

QUEENS OF THE STONE AGE, song for the deaf.    

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 "E' l'album più potente su cui abbia mai suonato" disse Dave Grohl qualche tempo fa, durante le registrazioni del nuovo disco dei QOTSA. Non è difficile credergli dopo aver ascoltato le 15 tracce, a partire dalla devastante "You think I ain't worth a dollar, but I feel like a millionaire" (un punto in più per il titolo).
Grohl in veste di batterista (ritorno più che gradito, e che smetta di fare il cialtrone con i Foo Fighters!) non è l'unica bella novità: musicalmente si nota un'ulteriore crescita rispetto ai precedenti lavori, più compattezza. Il trio musicale Josh Homme-Nick Oliveri-Dave Grohl sfodera una grinta non indifferente e un suono perfetto. Il trio "canoro" Josh Homme-Nick Oliveri-Mark Lanegan offre un'ampia varietà di melodie e atmosfere. Lanegan non è più il semplice "special guest", ma canta in ben 4 songs (così come Oliveri) utilizzando la sua gran voce in pezzi con molto "tiro" (non è il "solito" cantore di blues-folk ballad degli ultimi tempi, vi è quasi un ritorno ai primi Screaming Trees). Homme è migliorato ancora di più nel cantato, raggiungendo una più che buona padronanza della voce, e dimostrando molta più personalità.
Usare il termine "stoner" per un disco del genere è riduttivo, poichè in "Songs for the deaf" affluiscono anche punk e psichedelia oltre all'immancabile scarica di riff macinati a mille all'ora.
Come già detto l'album è composto da 15 canzoni (in circa 62 minuti), intervallate da frammenti radiofonici (finti) in cui dj non ordinari quali Casey Chaos, Twiggy Ramirez, Chris Gross presentano alcune delle canzoni. Citare brani da un disco con uno standard qualitativo così alto è estremamente difficile, le mie preferenze vanno (oltre al già citato brano di apertura) a "First it giveth", "A song for the dead", "Go with the flow", "God is in the radio"; molto particolare invece "Mosquito song", in cui Homme canta con voce soave su un tappeto sonoro creato da chitarra acustica(!), archi e pianoforte.
Ora nasce impellente il desiderio di vederli dal vivo qui in Italia, sperando che venga esaudito al più presto


di: EDDIE FELSON

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