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PRIMAL SCREAM

Stooges per il terzo millennio

PRIMAL SCREAM, Evil heat.    

Supporti > Cattivi e acidi come non mai tornano i Primal Scream di Bobby Gillespie, eroi di quella fantastica fusione british tra rock and roll ed elettronica che ha dato i suoi migliori frutti all' inizio degli anni '90 con il cosiddetto Mad-chester sound di band come gli Stone Roses e i Charlatans. Praticamente unica sopravvissuti di quel periodo, negli anni i Primal Scream hanno sviluppato un suono sempre più malato e distorto, sia che si dedicassero maggiormente alla parte più "suonata" della loro musica (vedi "Give Out But Don't Give Up" del '94) che a quella più elettronica, come in "Xtrmntr", del 2000. Però in questo Evil Heat sono riusciti a raggiungere una maturità precisa ed equilibrata tra le loro due anime che rende il disco praticamente perfetto. La sequenza iniziale, per esempio, Deep Hit Of Morning Sun - Miss Lucifer - Autobahn 66 è indicativa: beats e ritmiche che abbracciano la psichedelia, la dance e la post-wave berlinese, quasi come nell' ultimo disco dei Nine Inch Nails. L'ipnosi allucinata continua nella bellissima Rise (che doveva chiamarsi Bomb The Pentagon...grandi!)che si regge su un riff di basso corredato da taglienti chitarroni distorti che terminano in deliranti violini sintetizzati, mentre The Lord Is My Shotgun (in cui canta anche Mr. Robert Plant) è sostanzialmente un blues digitale. Da segnalare anche la cover di Some Velvet Morning di Nancy Sinatra (!), ovviamente un pò più lisergica dell' originale. Dall' altra parte ci sono invece pezzi come Sick City...qui sembra di sentire Raw Power e Iggy Pop ringiovaniti: fuzz e distorsioni totali e un grande cantato rock (mi ha ricordato anche i primi Mudhoney o, per restare a Seattle, i Murder City Devils), sensazione che si ritrova anche in Skull X...Altro che Strokes e nuovo rock! Qua c'è tutta la ruvidità e la malattia di cui c'è bisogno, suoni disturbati e gran tiro, non ascoltate Evil Heat se siete deboli o impreparati al demonio...Sicuramente uno dei migliori dischi del 2002.


di: BLIXA

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