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THE HELLACOPTERS

It’s only rock n’ roll… but I like it

THE HELLACOPTERS, By the grace of God.    

Supporti > Dalle fredde terre svedesi tornano gli Hellacopters, proponendoci il loro quinto lavoro in studio (secondo su major). Con questo “By the grace of God” riprendono il discorso esattamente da dove lo avevano lasciato un paio di anni fa: non aspettatevi evoluzioni o cambi di direzione radicali, quello a cui ci troviamo di fronte è la solita (e splendida) manciata di piccoli e fiammeggianti gioiellini di puro street rock n’ roll.
Tredici per l’esattezza i brani del disco, che forse non raggiungono nel complesso i picchi del precedente “High visibility”, ma che ci ripresentano una band approdata ad una sorta di perfezione stilistico-compositiva e al raggiungimento di un suono pulito e preciso, anche se forse un po’ meno aggressivo degli esordi, diventato ormai una certezza. I ragazzi attingono liberamente (e senza nasconderlo) a piene mani dal passato (MC5, primi Ac/Dc, Kiss, Motorhead, Hanoi Rocks), ma consci delle proprie indiscutibili capacità tecniche e creative.
L’album ad un primo ascolto risulta forse meno d’impatto rispetto ad altre loro produzioni (imperdibile “Payin’ the dues” del ’97), ma nasconde, dietro ai consueti riff che fanno scuotere le chiome di noi rockers del nuovo millennio, una maggiore maturità nel songwriting di Nicke Andersson (lontani i tempi dietro la batteria degli Entombed), sempre accattivante, ma forse questa volta un po’ più ricercato nelle melodie (vedi brani come la title track, “All new low”, “Carry me home”, “Go easy now”) che necessitano in questo caso di qualche ascolto in più.
Il risultato però è, in definitiva, quello di sempre. Il tutto ti entra prepotentemente in testa. Il disco si fa scivolare via fino alla fine molto piacevolmente e l’istinto a premere di nuovo il tasto “play” al termine dell’ultimo pezzo anche questa volta ha la meglio sul resto. Quindi, per quanto mi riguarda, missione compiuta anche questa volta.
Maggior difetto: forse troppo uguale a se stesso.
Maggior pregio: fortunatamente troppo uguale a se stesso.
D’altronde come diceva un tizio, di cui mi sfugge il nome, ma che in questo campo qualcosa ha fatto:“It’s only rock n’ roll... but I like it”. Niente di più. Niente di meno.


di: MY FRIEND GOO

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THE HELLACOPTERS By the grace of God
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