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ULAN BATOR

Intervista in esclusiva in occasione dell'uscita del nuovo disco degli Ulan Bator

ULAN BATOR, .    

Live in Bloom > Pomeriggio. Nuvole fuori dalla finestra. Ad un tratto bussano alla porta che si apre subito.
E’ Amaury, voce degli Ulan Bator.

DN: Ciao Amaury, tutto bene?
A: Si grazie… a parte il freddo che c’è fuori!

DN: So che poco prima della fine del mese gli UB daranno alle stampe il nuovo lavoro. Visto che ti ho invitato per una intervista inesclusiva e in anteprima… anticipaci qualche cosa a riguardo.
A:Il disco di cui parli si intitolerà “Nouvel air”, ci saranno dieci pezzi tutti nuovi ed è la prima cosa che pubblichiamo dopo l’uscita della raccolta dello scorso anno .

DN: Quali sono i cambiamenti che ci sono stati tra l’ultimo disco vero e proprio e questo nuovo lavoro?
A: Per prima cosa la formazione degli UB è cambiata. Adesso oltre a me e al fedelissimo batterista Matteo Dainese ci sono Manuel fabbro e un importante nuovo acquisto: Egle Sommacal ex Massimo Volume. Ci sentiamo un gruppo europeo… non italiani e non francesi, un gruppo che non vuole avere frontiere nmmeno sul piano musicale.

DN: E i cambiamenti legati più strettamente al disco?
A: Il disco è stato registrato in Francia con Robin Guthrie (Cocteau Twins) e personalmente mi sembra che sia, rispetto ai precedenti nostri dischi, di più facile ascolto. E decisamente un disco più vario, più diretto. Soprattutto per quanto riguarda i pezzi “psichedelici”… in questo nuovo lavoro i brani sono più brevi dai 3 ai sei minuti, e le sonorità sono molto più pop. Inoltre in questo disco abbiamo dato spazio a degli arrangiamenti con fiati e violino.

DN: Siete cambiati molto dai lavori precedenti quindi?
A: No, Nouvel air mi sembra perfettamente in linea con i lavori precedenti degli UB

DN: Come mai ci sono voluti tre anni per avere un nuovo lavoro degli UB?
A: I motivi sono tanti… per esempio il lungo tour che stavamo portando avanti, e anche i problemi che abbiamo avuto con la precedente casa discografica.

DN: Chi pubblicherà il nuovo lavoro?
A: In Italia sarà una licenza per Venus mentre in Francia uscirà per “Les disques du soleil et de l’acier” che è l’etichetta francese con cui pubblichiamo tutti i nostri dischi. Per quanto riguarda Stati Uniti e Inghilterra siamo ancora in cerca di collaboratori.
Comunque ci tenevo a dire che il disco uscirà in anteprima in Italia il 21 febbraio.

DN: E come solito dopo il disco partirà il tour…
A: Si… partirà un grosso tour sia in Italia che in Europa. Pochi giorni fa stavo lavorando anche alle date del tour americano ma causa i non felicissimi rapporti che corrono tra Francia e Usa per ora è tutto bloccato. Ti do in anteprima le date del tour italiano curate da Bloom Agency:

6 marzo – Torino – Hiroshima
7 marzo – Tarzo – Jumpin’
8 marzo – Senigallia – Mamamia
20 marzo – Bologna – Estragon
21 marzo – Trezzo – Live

Posso anche anticiparti che in alcune date probabilmente avremo il violinista anche dal vivo.
Inoltre lo spettacolo sarà molto più impegnativo di quello che era in passato. Giochi di luci molto più curati, proiezione di diapositive, fuochi d’artificio… una guerra!

DN: Vorrei un tuo giudizio personale sul nuovo lavoro.
A: Credo che sia il disco degli UB più maturo e lavorato. Al di la del fatto che possa piacere o meno quello che c’è inciso, penso che sia un disco molto armonioso, dove ogni cosa è stata soppesata e valutata attentamente. Diciamo che rispetto ai dischi precedenti non si è lasciato assolutamente spazio all’azzardo.

DN: Si sente spesso parlare degli UB paragonati a Mogwai o Godspeed You Black Emperor…
A: Si, anche se penso che siano tre realtà molto diverse. A me per esempio non piacciono i Mogwai mentre i GYBE mi piacciono molto, anche se ti devo dire che dal vivo non mi piacciono ne gli uni ne gli altri… mi sembrano un po’ noiosi. Loro comunque sono parte di una corrente… anzi credo che la corrente sia nata intorno a loro. Per gli UB invece temo che la strada sia molto più lunga, noi cerchiamo sempre di rinnovarci e non stiamo mai fermi. Non dimenticare che UB inoltre è un gruppo con un cantato, quindi più impegnativo per l’ascoltatore.Credo che sarebbe stato più facile per UB andare nella direzione strumentale, ma torno a ripeterti che siamo in costante evoluzione e ci piace esserlo. Non solo, la ricerca che facciamo varia molto sia sulle sonorità che a livello personale e intimo. Poi preferisco gruppi che su disco siano nella media ma dal vivo diano l’anima piuttosto che il contrario.

DN: Di cosa parlano i testi degli UB?
A: Tutti i nostri testi sono abbastanza onirici e poetici più che politici. Cerco comunque di non infastidire la musica ma di direzionarla per ottenere un pezzo il più possibile uniforme.

DN: Quali sono i tuoi gruppi preferiti e quelli da cui prendi ispirazione?
A: Cerco sempre di fare le cose in maniera originale, cerco di evitare di copiare, cerco di farle spontaneamente. Cerco di fare le cose spontaneamente, senza un obiettivo preciso ma senza nemmeno darmi limiti di nessun genere. Comunque i gruppi di cui sopra sono tanti: Pere Ubu, Nick Cave and the bad seeds, Can, Johnny Cash, Sigur Ros, Television, Gun Club, Velvet Underground…

DN: Tutta roba abbastanza “datata”…
A: Si… compro un sacco di dischi anche adesso ma con questi nomi si parla di valori sicuri… E poi sono tutti gruppi che hanno sviluppato cose personali… senza copiare nessuno.

DN: Ok A. Direi che potremmo considerare l’intervista finita. Io ti auguro un grosso “in bocca al lupo” anche a nome di Bloomriot.
A:grazie mille e anche a voi.


di: DOC NOISE

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