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NICK CAVE AND THE BAD SEEDS

Come tenere le redini dei fantasmi

NICK CAVE AND THE BAD SEEDS, Nocturama.    

Supporti >  Di questo nuovo disco di Nick Cave ho letto tutto e il contrario di tutto: che King Ink si era rincoglionito con l'età o che aveva fatto il suo capolavoro, che"non è più quello di una volta" o che al contrario è tornato al passato.Così ho voluto far passare qualche mese prima di ascoltarlo per farmi un'idea un pò meno legata alla immediatezza dell'ascolto,anche se è giusto dire che un disco di Nick Cave, ed è un discorso che si può fare solo per altri pochissimi artisti, andrebbe giudicato nel tempo, dopo ripetuti ascolti e lasciando che entri nelle nostre vite.
Diciamo subito che, purtroppo, questo "Nocturama" sarà ricordato dai Cave-maniaci come l'ultimo album di studio con in formazione il grande Blixa Bargeld (non c'è bisogno che vi parli degli Einsturzende Neubauten vero?), e già questo mette un pò di tristezza, anche se a onor del vero negli ultimi dischi (diciamo da "Boatman's Call") il contributo del folle berlinese era sempre più defilato, perchè l'attenzione di Cave si concentrava più sui silenzi e i ricami di un piano o sui pianti del violino di Warren Ellis che sugli squarci della chitarra di Blixa.
Comunque...Passiamo al disco: e che disco!Non tenete conto delle cassandre che parlavano di Nick Cave rasserenato e/o pacificato: è vero che il primo pezzo si chiama "Wonderful Life", ma "if you can find it", cosa mica tanto sicura, se si presta attenzione alla melodia: la si può cercare con più attitudine che in passato, magari, ma quanto a trovarla, chissà...E poi, è anche vero che le ballate sono in qualche modo più tranquille e "aperte", meno irrequiete, per esempio, di "Ain't Gonna Rain Anymore" nell'andamento del pezzo(valga per tutte la quasi-ultimo-Dylan"He Wants You"), ma certo il cielo non è troppo sereno, calandosi nella sottile malinconia di brani come "Right Out Of Your Hand" o nell'oscurità mascherata da calma di "She Passed By My Window". Anzi, l'atmosfera si fa anche più tetra e paurosa nella claustrofobica "There Is A Town", con la sua misteriosa chitarra "quasi"alla Joy Division che finge di aprirsi nel ritornello.
Il punto è che in "Nocturama",nei lenti, almeno, Nick ci racconta l'Amore uomo-donna, non necessariamente il suo come ai tempi di "The Good Son"( o forse sì?Leggete il testo di "Still In Love"...), e ha voglia di parlarne da Ultimo Romantico come solo lui sa essere, per una volta curando di meno i toni oscuri e ossessivi o malati della Passione (vedi "Bring It On", il primo singolo, con quel suo video così kitsch da far invidia a Snoop Doggy Dogg e così palesemente in contrasto con la dolcezza e la dedizione all'amata del testo da far capire anche al più sprovveduto di quanta autoironia Nick sia capace).E poi, vera chicca, i fantasmi ritornano nelle due perle:"Dead Man In My Bed" e "Baby I'm On Fire", due pezzi "da bidone della spazzatura", come Cave stesso ama definire i rockacci che ogni tanto si e ci regala.
Si tratta di due canzoni tirate come da tempo i Bad Seeds non ci proponevano, diciamo da "Tender Prey" o "Let Love In", in cui, rispettivamente, una donna racconta del cadavere che si trova nel suo letto,con il terrore che la coglie ma a cui non può fare a meno di preparare da mangiare (sempre che il corpo si decida a lavarsi le mani...)mentre, nella seconda, Cave veste i panni del predicatore biblico che in un "salmo blasfemo" di 15 minuti fa l'elenco delle persone che secondo lui dicono di essere infuocate (dal desiderio?dall'avidità?dalla passione?chissà, forse da tutto questo e altro ancora), e ce n'è per tutti (da Bill Gates ai suoi fan, da Picasso agli stessi Bad Seeds...), senza esclusione di colpi, il tutto sorretto dal fantastico basso, mai così groovy, di Martin Casey e dai colpi d'ascia di un hammond indiavolato in combattimento con le chitarre di Mick Harvey e (sigh...)Bargeld...Insomma, secondo me questo "Nocturama" è un grande disco...Come suono è compatto e potente (anche se, ma è solo una questione di miei gusti, trovo più affascinanti i dischi anni'80 registrati a Berlino, così sghembi e lancinanti), e poi la scrittura dei pezzi ci propone il nostro in gran forma. Magari la poetica di Nick Cave non aggiunge niente di particolarmente nuovo rispetto a quanto già ci ha detto negli anni, ma riesce a fotografare un momento meno conflittuale, probabilmente, di questo artista, in cui riesce a tenere saldamente in mano le redini dei suoi fantasmi e le sue ossessioni, ricapitolandole in maniera nuova proprio perchè in qualche modo meno disturbate/disturbanti: certo,il disco può non avere il fascino di "Your Funeral...My Trial" e "Tender Prey", o l'allucinazione di "From Her To Eternity", ma l'uomo cambia con le stagioni, e grazie a Dio non siamo ancora al punto in cui Nick Cave debba ripetere se stesso. Finchè riuscirà a (ri)proporre il suo demone aggiungendo ogni volta qualche emozione e qualche spunto spiazzante in più sarà bene tenerselo stretto questo australiano giramondo, che si avvia a diventare sempre di più il poeta-musicista erede di mostri sacri come Leonard Cohen, Bob Dylan e Neil Young. Peccato solo per Blixa, ma magari torneranno a suonare insieme...


di: BLIXA

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