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PERTURBAZIONE

Equilibri fragili pieni di calda piacevolezza e centomila storie

PERTURBAZIONE, .    

Supporti > Si muovono con grazia, questi Perturbazione, nati non pochi anni fa a Rivoli, nel Torinese. Era il 1988 e da allora i sei musicisti hanno formato una vera e propria famiglia, e l’atmosfera che il disco comunica conferma l’equilibrio di questa bella unione.
Giocano con le frasi, con le parole, con le immagini questi Perturbazione. Tutto inizia con “La rosa dei 20”, e sembra di ascoltare i Motorpsycho di “Let them eat cake”, mentre la successiva “Agosto” evoca nostalgie estive e solitudini in una ballad dalla forma più classica (che siano ora in fase R.e.m.?). Le altre dodici tracce mantengono alto il livello, e le immagini si susseguono con ritmi diversi, ma in un’atmosfera di piacevolezza: il vortice di sensazioni di “Iceberg”, la dolcezza di “Arrivederci, addio”, l’autunnale “Quando si fa buio” e la finale “I complicati pretesti del come”. Impossibile non citare anche “Senza una scusa” e “This ain’t my bed anymore” che confermano un songwriting di buon livello. Di buon livello ma anche originale, soprattutto su quei temi da sempre molto battuti come l’amore, e ne sono un esempio “Cuorum” (“I diciott’anni son passati e sono anch’io tra i candidati, a giudicare da un sondaggio a maggio ti dirò di sì [...] Mi sposerai? Figli ne vuoi? [...] Non mi rimane scampo, prima o poi si scende in campo”) e “Fiat lux” (Tu sei la luce che dobbiamo ogni due mesi pagare, sei l’affitto che dobbiamo versare”).
L’arrangiamento dei pezzi è uno dei punti di forza di “In circolo” grazie anche all’efficiente uutilizzo di un’ampia gamma di strumenti che, oltre al trittico classico basso-chitarre-batteria, comprende violoncello, organo, tastiere e pianoforte.
La produzione è affidata all’ormai onnipresente Fabio Magistrali, un punto fermo per la scena underground italiana. I Perturbazione entrano in punta di piedi e poi conquistano con questo fascino pieno di raffinatezza “pop” e di dolce (e apparente) leggerezza. Ci sono pochi gruppi del genere in circolazione: peccato o per fortuna... fate voi.


di: EDDIE FELSON

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