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THE DIVINE COMEDY

The Picture Of Dorian Grey

THE DIVINE COMEDY, .    

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Questo "Absent Friends" è il disco che Oscar Wilde avrebbe fatto se fosse stato un musicista vivente nel 2004.
Fin dalla copertina, che ritrae il deus ex machina dei Divine Comedy, il frontman-autore dei pezzi Neil Hannon, in una posa da dandy che sarebbe piaciuta ad artisti come William Beardsley.
L'impressione che si coglie da questo disco è questa: un compiaciuto, gradevole snobismo, con un velo di (auto)ironia ma anche di egotismo che probabilmente divideranno chi ascolterà "Absent Friends" in due fazioni pro o contro quest'opera.
Intanto diciamo subito che in assoluto è forse la cosa più "inglese" che mi sia capitato di ascoltare dai benedetti tempi (ahhh, i begli anni andati..) degli Smiths, e la figura stessa di Hannon può ricordare, non fisicamente certo, ma come spigolosità caratteriali, quella del buon Morrissey, molto meno incazzato e politicizzato e magari un pò affondata in una certa lascivia appunto simil-Dorian Grey alla Suede.

La musica ?
Beh, è un disco da crooner: ascoltate "Leaving Today", sembra arrivare dritta dritta da un musical hollywoodiano degli anni '40, magari nella scena romantica in cui i due innamorati si ritrovano e si amano.
La voce baritonale e molto affine a quella del primo David Bowie (anche se meno di gola...) di Hannon si libra in leggere melodie pop superbamente arrangiate con violini e fiati e orchestra (come nel singolo "Come Home Billy Bird") oppure in più epiche cavalcate da film western con John Wayne (la title track...sembra presa direttamente dalla colonna sonora dei "Magnifici Sette": sì, lo so che lì non c'è John Wayne...), per arrivare a più delicate gemme pop come "My Imaginary Friend" o a quella che invece è la mia canzone preferita:"The Happy Goth", che già dal titolo ("La Darkettona Felice", chapeau) si candida a mio brano peferito del 2004 ( "i suoi vestiti sono più neri dell'abito più nero/e la sua faccia è più bianc a delle nevi di Hoth/ veste Dr Martens e croci al contrario/ma sotto sotto è una darkettona felice").

Ci sono anche brani più misteriosi e inquietanti: "Sticks And Stones", impreziosita dalla fisarmonica di Yann Tiersen (l'autore della colonna sonora del "Favoloso Mondo di Amelie") e da un andamento noir che si apre nel ritornello super melodico, oppure ancora "The Wreck Of The Beauiful", con il suo bellissimo coro, o la strumentale "Laika's Theme".

I testi sono perfettamente in tema con le atmosfere del disco, e oscillano tra ironia, lievi sbeffeggiamenti, amori contrastati ("Our Mutual Friend") e sottili malinconie, perfettamente dosate quasi a invitare a prendersi un pò sul serio e un pò no, mentre le musiche giocano su arrangiamenti da bel tempo che fu. Quindi non solo archi e fiati, ma anche carillon e clavicembali, gentili batterie e chitarre acustiche...

Beh, come avrete capito, questo "Absent Friends" mi piace molto, forse un pò a (mia) sorpresa: erano un gruppo che non avevo praticamente mai cagato, e che invece in questo disco mi ha conquistato (lo confesso: che mi ha rapito, senza sentire nulla, è stata la copertina!).
Sarà che è primavera, sarà che è pop di classe ma molto retrò, senza intellettualismi o secchionate che invece altri commettono, ma anzi, molto convinto nella sua scherzosità e nel suo egocentrismo. Sarà tutto questo e forse anche di più, ma sta di fatto che Neil Hannon ha fatto proprio un bellissimo disco, che fatica davvero tanto a uscire dal mio lettore cd! Chi l'avrebbe mai detto?


di: BLIXA

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