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DIAMANDA GALAS

Una stagione all'inferno

DIAMANDA GALAS, .    

Supporti > Preparatevi a un viaggio allucinante e senza conforto, una discesa agli inferi senza redenzione finale, una inquietante esplorazione del dolore e della passione e del tormento. Allontanate tutto quello che di solito chiedete a un disco e state pronti ad avere mal di pancia e improvvide manifestazioni spiritiche nella notte. Questo non è solo un disco live di una delle più laterali e incredibili voci della musica contemporanea. E' una vera e propra messa voodoo, un sabba infernale recitato solo da una voce e da un pianoforte. Certo, non una voce normale, visto che può abbracciare non so quante ottave di estensione e passare con soave indifferenza da acuti fastidiosissimi a cavernosità da preistoria. E nemmeno un pianoforte qualsiasi, visto che a tale voce si accompagna con ritmi sincopati o marziali, e qua e là addirittura effettato con flanger e delay. Immaginate di trovarvi nel delta del Mississipi, ai tempi della Grande Depressione o giù di lì, magari n ella trama di un romanzo di Faulkner o di Steinbeck, anche se a mio avviso La Serpenta Canta (gran titolo, tra l'altro), è la perfetta colonna sonora per leggere un'opera altrettanto apocalittica e distruttiva come "E l'Asina Vide L'Angelo" di Nick Cave; immaginate di essere da quelle parti, divorati da zanzare e caldo pestilenziale, e avrete una vaga idea di quello che Diamanda, con la sua corvina presenza da Mortycia mediterranea, canta e declama. Sì, perchè di Blues si tratta, ma di Blues vero, mica le schifezze da cinquantenni rintronati (cioè intendo dire Eric Clapton...) o da Joss Stone eccetera che ci sono in giro di questi tempi...Questo è Blues come lo farebbe oggi un Robert Johnson: dolore, sudore e incubo, pena e colpa, e soprattutto una voce tanto inquietante da rasentare la follia: date un ascolto a "Burning Hell", per esempio, oppure alla stratosferica versione di "I'm So Lonesome I Could Cry" ( un numero infinito di minuti di urla, grovigli voc ali, tasti di piano pestati fino a far male, insomma ciò che c'è di più vicino secondo me all'orrore e alla paura) e mi direte se non siete d'accordo. Se superate tutto questo, poi, non illudetevi di averla vinta con il divertissement quasi allegro di "Baby's Insane" o di "The Dark End Of The Street": in realtà hanno lo stesso effetto del carillon in "Giù La Testa" di Sergio Leone o dell' orchestra che suona mentre il Titanic sta affondando. Infatti di lì a poco ci cadranno come una mannaia sulla testa i mefistofelici gorgheggi di "Lonely Woman", la tragedia di "My World Is Empty Without You", forse uno dei punti più alti del disco, e il pathos insopportabile di "I Put A Spell On You". Beh, un disco abbastanza estremo e radicale, come avrete intuito, certo non vi verrà voglia di ascoltarlo tutti i giorni, o mentre state facendovi un bagno (di sicuro sentireste centinaia di cavallette uscite da chissà dove salirvi lungo la schiena...),però accide nti, se ogni porta con sopra scritto "Lasciate Ogni Speranza o Voi Ch' Entrate" nascondesse questo genere di sorprese, mi sa proprio che in realtà ci si entrerebbe volentieri!


di: BLIXA

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