BLOOMRIOT > Sentito > BRITISH SEA POWER

BRITISH SEA POWER

Lasciatevi cogliere impreparati dall'alta marea

BRITISH SEA POWER, .    

Supporti > Ultimamente ogni volta che mi imbatto in un nuovo gruppo inglese ho sempre paura si possa trattare dell’ennesima band alla Libertines, adatta più a riempire le pagine gossip di NME che a realizzare musica buona e stilisticamente nuova. Per fortuna sin dal primo ascolto The Decline of British Sea Power fuga immediatamente questi timori. L’album d’esordio del quartetto di Brighton è di una freschezza immensa, una boccata d’ossigeno nell’aria irrespirabile creata dal rock ‘n’ roll scontato di gruppi come Jet e Scissor Sisters. L’inizio di The Decline of British Sea Power è devastante. Brani come “Apologies to Insect Life” e “Favours in the Beetroot Fields” fondono l’energia dei Pixies con le atmosfere oscure dei Joy Division. L’unione di suoni acidi, dolci melodie e potenza della base ritmica rendono la musica dei British Sea Power estremamente originale e accattivante allo stesso tempo. Un ulteriore punto di forza è la ispirata vena creativa che si riscontra nei testi della band, poesia sincera e mai scontata. Questo aspetto emerge con forza soprattutto nella seconda parte dell’album quando le immagini decadenti del singolo “Remember Me” lasciano spazio alla riflessione sul legame che lega gli isolani al proprio mare. Come canta Yan in “Fear of Derowning”, si tratta di un rapporto fatto di sentimenti di amore e timore provati contemporaneamente. Esorcizzata la paura dell’acqua ci si può rilassare con “The Lonely”, “Carrion” e “Blackout”, canzoni che sembrano scritte dal miglior David Bowie. Passando da brani più rabbiosi a momenti più riflessivi, ma sempre capaci di suscitare forti emozioni, si arriva alla lunghissima e violenta “Lately”, ascoltando la quale non è difficile immaginare il batterista Wood che percuote il suo strumento con una civetta impagliata. Sì perché nei loro live i British Sea Power si esibiscono in tuta mimetica su un palco decorato da uccelli di varie specie e da una fitta vegetazione. Sarà una reminiscenza dell’infanzia trascorsa nel Lake District dai fratelli Yan e Hamilton (rispettivamente voce e basso) o forse una sorta di installazione a base di fauna e flora che offre supporto morale e creativo ai quattro musicisti. Il mistero resta, ma che importa? Se i risultati saranno sempre all’altezza di The Decline of British Sea Power, allora ben vengano uccelli del malaugurio come corvi e gufi.


di: MC CANDLESS

Articolo inserito il:


BRITISH SEA POWER