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ANDREA CHIMENTI

Come l'aria che batte sulle scogliere.

ANDREA CHIMENTI, .    

Supporti > Uscito negli ultimi mesi del 2004, questo disco di Andrea Chimenti, già leader del gruppo di area new wave anni '80 Moda, mi si è lentamente insinuato sotto la pelle (nonostante un titolo francamente discutibile) senza avere adesso la minima intenzione di andar via. Si tratta di una serie di canzoni estremamente raffinate, ma mai leziose, nella scrittura e negli arrangiamenti, per lo più modellate su pochi accordi di chitarra o, spesso, su delicate trame di piano, appena colorate da qualche feedback e da discreti interventi di archi e fiati, sopra le quali si posa la suadente voce di Chimenti, molto calda e profonda, quasi sempre in modo tenue e sussurrato, salvo aprirsi talvolta in squarci più ariosi, come in “Prima Della Cenere”. Il tono che si respira in questo disco di purissimo pop (nel senso migliore del termine, ovviamente) è infatti proprio quello di una profonda e liberatoria ariosità, di una ricercata, e trovata, emozionalità nella composizione, che è assolutamente limpida, e piana, simile all'atmosfera che si respira in alcune giornate ventose di primavera, come in “Limpido”, mentre altrove si carica come di quel senso che ci coglie quando dopo un magone insopprimibile il nodo al cuore ci lascia per un istante di inattesa serenità, come succede nella splendida “Oceano”, cantata in duetto con Patrizia Laquidara. Anche quando il brano parte invece più oscuro e quasi cupo, come nella iniziale “La Cattiva Amante” o nella dolce “Quieta Notte”, è sempre una emozione legata all'aria e mai a un senso di oppressione che “Vietato Morire” ci propone. La stessa apertura si avverte anche nella poetica “Il Gioco” e in “Se Tornassi Alla Fonte”. Sentendolo, mi sono venute in mente (oltre a echi, peraltro assolutamente non rinnegati dall'autore, di David Sylvian, specie nella calibrata raffinatezza della scrittura) le ballate più delicate dei Radiohead (per intenderci, quelle tipo “Karma Police” o “High And Dry”) ma anche alcune sensazioni che mi davano i primi dischi di Tori Amos, e non solo per il rilievo che ha il piano, anche se qua c'è decisamente molta più cura per gli arrangiamenti. Curiosità: se volete sapere da dove prende il modo di cantare il buon Morgan, ascoltatevi “Tra La Terra E il Cielo” e la fantastica “Cuore Di Carne”, forse il pezzo che preferisco di questo disco, con il suo ¾ strisciato e il bellissimo ritornello. Un disco molto bello, quindi, questo di Chimenti, adattissimo per cullarsi in serene notti non solitarie, oppure anche in gloriose mattine di sole, lasciandosi portare via dai suoi suoni da camera ma sempre molto caldi e quasi rasserenati, quasi in calma attesa di qualcosa che verrà dopo, come sembra essere la bellissima fanciulla in copertina.


di: BLIXA

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